Il Tirreno

Empoli

Sarà un autunno caldo per aziende e lavoratori dell'Empolese Valdelsa

Il segretario della Camera del lavoro Mario Batistini
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Il segretario della Camera del lavoro Mario Batistini

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 EMPOLI. A due anni dall'inizio della crisi economica la luce in fondo al tunnel sembra sempre più fioca e lontana. Tanto è vero che a fare da contraltare alle voci di ripresa, ci stanno i numeri sulla perdita di posti di lavoro e sulla mortalità delle aziende. L'Empolese-Valdelsa, in questo, non fa eccezione rispetto ad altri territori toscani e italiani. E il quadro tracciato dal segretario della Camera del lavoro di Empoli, Mario Batistini, sulla situazione al rientro dalle ferie ne è una conferma.  Incertezza e stagnazione in quasi tutti i settori. Con la moda, l'edilizia il trasporto e la meccanica a preoccupare più di tutti. «Siamo in una condizione di stasi all'interno della crisi - spiega Batistini - la ripresa non c'è e l'emorragia occupazionale continua ad avanzare».  Al passivo ci sono già 2.400 posti andati in fumo nei primi sei mesi del 2010, il quaranta per cento di tutti quelli persi nel 2009. Ma a impensierire ancora di più sono quelli che potrebbero essere persi di qui alla fine dell'anno se l'economia continuerà a ristagnare e se, soprattutto, non verranno rifinanziati velocemente gli ammortizzatori sociali. Sì, perché alla fine dell'estate per molte aziende finirà la cassa integrazione ordinaria ed entro la fine dell'anno quella straordinaria e in deroga. «La situazione è difficile - prosegue Batistini - e bisogna intervenire in breve tempo, quantomeno per rifinanziare gli ammortizzatori. Altrimenti potremmo avere altre migliaia di posti di lavoro persi all'inizio del nuovo anno».  Ma facciamo qualche esempio. «Prendiamo il settore tessile e calzaturiero - chiarisce - negli ultimi mesi ha cessato l'attività il calzaturificio Pellegrini di Fucecchio, lasciando a casa 15 lavoratori. Altri 30, anche se contiamo di ricollocarne alcuni, stanno per essere messi in mobilità alla confezione Elgi di Empoli che sta chiudendo. E ancora a Fucecchio due confezioni stanno avviando la cassa ordinaria per 20 persone. Senza contare i 20 già licenziati all'Allegri dall'inizio del 2010 e i circa 100 che hanno la cassa in deroga. Anche le previsioni non sono buone: in questo comparto se non si muove qualcosa, entro il 2011 si rischia di perdere un altro centinaio di posti».  Non va bene nemmeno in altri settori, come il trasporto merci, dove c'è stato un calo di fatturato e ordinativi del 20 per cento rispetto allo scorso anno. E così anche la meccanica. «Un esempio? - continua il segretario Cgil - a giugno abbiamo firmato un contatto di solidarietà alla Twin Disc di Limite sull'Arno, che fa accessori per imbarcazioni, per 30 persone. Il che è una cosa buona, ma denota la difficoltà a produrre. La stasi c'è anche per settori come l'edilizia e il commercio: in questo comparti, nonostante molti abbiano rinunciato anche alle ferie per cercare di reperire più lavoro, gli ordini non crescono e nemmeno il fatturato».  Vetro e ceramica non stanno meglio e continuano a stagnare dopo avere già perso la metà degli addetti (250 lavoratori su 500 totali) in due anni. Idem per l'agricoltura, dove la difficoltà nella vendita di vino e olio sta compromettendo il futuro di decine di fattorie.  E poi ci sono i tagli al settore pubblico: solo nelle scuole del circondario, tra docenti e Ata, le stime parlano di poco meno di un centinaio di esuberi. «Per avere una riprova dell'effetto di questa emorragia occupazionale - conclude Batistini - basta andare a vedere la crescita sostanziale delle richieste di lavoro stagionale nelle aziende più grandi del territorio, come la Sammontana. Le realtà che si salvano sono poche: si tratta delle imprese più grandi come la Sammontana, appunto, o Sirom e Bitossi che, pur avendo attivato procedimenti di cassa integrazione nei mesi passati, non hanno difficoltà di produzione».

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