La manifestazione
Indagine sui casi mortali di leucemia
Veronica Potenza
Nei comuni a rischio si sono registrati 15 decessi in più rispetto alla media
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EMPOLI. È l'Empolese-Valdelsa la zona più critica nel territorio dell'Asl 11 dal punto di vista della mortalità causata da leucemia: nel periodo 2004-2008 sono stati registrati tre casi in più all'anno rispetto alla media regionale. Gli eccessi (definiti "statisticamente rilevanti") si verificano soprattutto nel comune di Cerreto Guidi (la situazione più preoccupante) e Capraia e Limite (ai limiti della media) e, in misura minore, Vinci ed Empoli. È quanto emerge da un'indagine iniziata nel 2008 e condotta da Asl 11, Arpat, fondazione Monasterio/Cnr di Pisa e università di Pisa, con la collaborazione dell'Ispo di Firenze. I numeri. Tra Cerreto Guidi, Capraia e Limite, Vinci ed Empoli ci sono stati 34 decessi dovuti alla leucemia nel periodo 2004-2008 contro i 19,4 che ci si sarebbe potuto aspettare basandosi sulla media regionale. «È ancora presto - ha detto il responsabile del dipartimento Arpat di Pisa Marcello Mossa Verre - per parlare di eventuali cause ambientali. Dal punto di vista della mortalità è la zona di Empoli quella che appare più critica ma stiamo ancora mappando il territorio per individuare eventuali cause». Lo studio. La ricerca fu avviata in seguito a una serie di segnalazioni fatte nel 2008 da alcuni medici di Montopoli Valdarno. A destare sospetti furono i casi di alcuni giovani della zona che, a distanza di poco tempo l'uno dall'altro, persero la vita proprio per questa malattia. L'allarme. La questione era tornata drammaticamente di attualità nel Valdarno in seguito alla scomparsa, nel giugno scorso, di un 28enne di San Romano, portato via proprio dalla leucemia. Ieri l'assessore all'ambiente del comune di Montopoli Giuseppe Novino è tornato sull'argomento, lamentando dei ritardi da parte dell'Asl nel diramare i risultati dell'indagine iniziata due anni fa. «Come amministrazione - ha detto Novino - riteniamo che su certe questioni, sulle quali è in gioco la vita dei cittadini, si dovrebbe essere più celeri, piuttosto che utilizzare le solite procedure di routine». La replica. Ora la risposta dell'azienda sanitaria locale e dell'Arpat. «Il primo rapporto - si legge nella nota congiunta diffusa ieri - è stato inviato all'assessore all'ambiente del comune di Montopoli, nel luglio di quest'anno, con preghiera di pubblicazione e diffusione ai cittadini, come era peraltro stato concordato nel corso di una riunione che si era svolta in comune il 14 giugno scorso e come risulta dal verbale della riunione stessa. Il secondo rapporto completo sui dati di mortalità - prosegue la nota - è stato mandato a tutti i sindaci dei comuni dell'Asl 11 il 25 agosto scorso. Non si comprendono quindi le preoccupazioni espresse dall'assessore all'ambiente del comune di Montopoli». La situazione. Asl e Arpat hanno colto l'occasione per dare delle risposte alle preoccupazioni che da anni affliggono diversi abitanti di San Romano e dintorni, convinti che in quell'area ci sia una mortalità dovuta alla leucemia molto superiore alla media. La ragione presunta sarebbe la presenza di inquinamento elettromagnetico o polveri sottili. «Nella zona Valdarno - dichiarano Asl e Arpat - l'eccesso complessivo rispetto alla Regione Toscana è ai limiti della significatività statistica». I casi sono stati 30 anziché 20, vale a dire due casi in più all'anno rispetto a quelli attesi. Nel circondario. Gli scostamenti nel Valdarno sono insomma meno acuti rispetto a quelli dell'Empolese Valdelsa, dove si registrano tre casi in più all'anno di leucemia rispetto alla media. Nel Valdarno i comuni più colpiti sono quelli di Montopoli e Fucecchio. Qui gli incrementi sono tutti relativi agli ultimi anni mentre nel comune di Santa Croce, anch'esso con tasso superiore alla media regionale, gli eccessi erano già stati registrati tra il 1989 e il 1998. A Montopoli, "epicentro dell'indagine", in totale nel periodo 2004-2008 i casi osservati sono stati 11, contro i cinque attesi. Linfomi e mielomi. Anche per quanto riguarda linfomi e mielomi la maglia nera spetta all'Empolese. Empoli, Cerreto Guidi e Vinci risultano infatti essere i comuni nei quali il numero di decessi per mieloma multiplo nelle donne si discosta maggiormente dal dato regionale. «Va ricordato - precisano poi dall'Asl - che la mortalità non rispecchia del tutto l'andamento della malattia, in quanto, per la leucemia, vi sono diverse possibilità di cura più o meno efficaci, in base anche alle diverse varianti di questo tumore». Il metodo. Per tracciare questa sorta di mappa dei decessi da leucemia l'azienda sanitaria locale ha costruito un archivio degli ammalati basato sulle schede di dimissione dagli ospedali, sui dati delle esenzioni ticket per questa malattia, su quelli dei medici di famiglia, degli ambulatori e dell'anatomia patologica. Come confermato dall'Arpat, è ancora presto per dire se c'è o meno un nesso di causa e effetto tra particolari fattori ambientali e l'incidenza della malattia ma è un fatto che le aggregazioni anomale di casi in particolari aree diventino sempre più frequente. A Milano ad esempio ci sono stati 7 casi di leucemia infantile nella stessa zona a Dicembre dell'anno scorso. Mentre proseguono le ricerche in questo senso l'Asl raccomanda l'adozione del regolamento per l'edilizia bio-sostenibile che «contribuirebbe ad una maggiore tutela della popolazione residente da certe fonti di inquinamento».
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