Il Tirreno

Empoli

La contrada del centro storico è fiera delle sue tradizioni e prepara una rappresentazione spettacolare

Appartenenza e voglia di vincere

Sara Bruni
A sinistra la contrada durante la sfilata dello scorso palio Qui sopra la squadra che ha vinto la competizione riservata ai cuochi
◗
A sinistra la contrada durante la sfilata dello scorso palio Qui sopra la squadra che ha vinto la competizione riservata ai cuochi

L'ultimo acuto risale all'edizione del 2003 ma lo spirito è sempre gagliardo

2 MINUTI DI LETTURA





 CERRETO GUIDI. Da sempre attenta ai particolari, la più piccola delle quattro contrade del Palio del Cerro è Porta al Palagio. Il suo territorio si snoda tra le vie del centro storico, in via Santi Saccenti, e per la strada che porta a Vinci, via Leonardo da Vinci. La vittoria manca da sette anni, dal 2003, ma questo non ha fiaccato minimamente l'animo dei contradaioli biancorossi.  In questi anni il gruppo dei giocatori ha saputo rinnovarsi, tanto che le casacche biancorosse verranno indossate il prossimo sabato 4 settembre da due nuovi elementi: Giampaolo Spataro alla balestra e Arsild Asllani nella specialità della bigoncia, mentre il troppolista è alla sua seconda esibizione sulla pedana di piazza Vittorio Emanuele. Porta al Palagio è l'unica delle quattro contrade ad avere ancora intatta la porta d'accesso al paese, alla quale i contradaioli, ovviamente, sono oltremodo affezionati essendo proprio accanto alla loro sede.  Forse per questa forte presenza storica i biancorossi di Porta al Palagio sono molto attenti a ricostruire particolari che possano fare da scenografia al palio ed ai suoi giochi. Come tradizione ormai da qualche anno, si rinnova ancora l'investitura del capitano che cercherà di portare la squadra verso la vittoria, con la quale omaggiare la signora del paese. Secondo un canovaccio ormai consolidato, di fronte allo Sdrucciolo il Podestà e la propria consorte usciranno dal loro palazzo per ricevere il saluto della propria truppa armata.  Il capitano della fazione di Porta al Palagio, Alessandro Palatresi, riceverà dalle mani del podestà la spada ed i titoli che gli permetteranno di rappresentare il popolo biancorosso la sera dei giochi. «Quest'anno - dice il presidente del Palagio, Alessandro Bagnai Borromeo - abbiamo ideato una nuova rappresentazione, quella della liberazione di un prigioniero». Questa breve rappresentazione avverrà sul palco centrale, prima dei giochi del Palio del Cerro. «Il prigioniero - spiega il presidente biancorosso, senza scendere troppo nei particolari per non rovinare l'effetto sorpresa - sarà scortato da un corteo, con tanto di guardie e boia. Sarà poi liberato sul palco di piazza Vittorio Emanuele. La liberazione, invece dell'uccisione, perché il periodo storico in cui è ambientato il Palio è già quello in cui il Granduca Cosimo Iº maturava l'idea dell'abolizione della pena di morte, realizzata poi molto successivamente».  Tra le iniziative portate avanti negli anni passati dal Palagio, la Festa del Grillo ed i giochi medievali portati in giro per i comuni del circondario sono rimasti nel cuore di molti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze