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Opg, l'Asl 11 si scaglia contro il ministero: «L'impegno è stato scarso»
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LOpg di Montelupo nella villa dell Ambrogiana Dopo la relazione della commissione d'inchiesta l'azienda spiega che sono stati dimessi 74 internati
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MONTELUPO. «L'Asl 11 si è impegnata per risolvere i problemi dell'ospedale psichiatrico di Montelupo. Non altrettanto sensibile a quanto richiesto è stato l'interlocutore istituzionale, in questo caso il ministero di giustizia e le sue strutture». Lo afferma l'Asl 11, competente per l'Opg di Montelupo, tra le tre strutture che sarebbero da chiudere subito secondo quanto spiegato da Michele Saccomanno, relatore di maggioranza nella commissione d'inchiesta del Senato sul servizio sanitario nazionale. L'azienda sanitaria è intervenuta, precisando il proprio ruolo e azione di controllo, in merito a una dichiarazione, riportata dalla stampa, di Saccomanno, secondo il quale «vanno chiusi quei luoghi incomprensibili tenuti da ispettori e Asl compiacenti». L'azienda rileva che solo recentemente, dopo un'ordinanza comunale che imponeva una serie di interventi nell'Opg di Montelupo per problemi igienico-sanitari - peraltro sospesa dopo un ricorso al Tar del ministero di giustizia - e le successive polemiche, «è stato deciso da parte del ministero di attuare una serie di interventi migliorativi sulle strutture tuttora in corso di realizzazione». Dal sopralluogo «viene riferito che due pazienti erano in letti di contenzione e che di tale intervento non esistesse traccia nella documentazione clinica disponibile - spiega l'Asl 11 - la pratica della contenzione è episodio limitato a casi estremi nei quali le condizioni cliniche del soggetto sono tali da rendere inefficaci interventi basati sul colloquio e sulla terapia farmacologia. La contenzione viene attuata per tempi molto limitati e sempre dietro controllo del personale di assistenza, medico ed infermieristico. Nei due casi specifici la documentazione clinica disponibile nel reparto evidenzia chiaramente le motivazioni della scelta e le modalità della sua realizzazione. La documentazione clinica era disponibile al momento della visita». «Ci sono poi dati - spiega ancora l'Asl - che mostrano come da Montelupo Fiorentino, dando ulteriore impulso alle procedure già attuate in precedenza, sono stati dimessi 74 internati che hanno fatto rientro nei luoghi di provenienza. Questo risultato esprime chiaramente l'attività e la positiva finalizzazione dei percorsi di salute garantiti dal personale sanitario, anche se continua a persistere purtroppo la prassi di inviare in Opg pazienti psichiatrici non sempre portatori di una vera e specifica pericolosità sociale». Si spiega ancora: «L'azienda sanitaria ha agito e continua ad agire sia a livello locale, tramite il dipartimento di salute mentale, sia a livello dei rapporti con i servizi competenti delle altre regioni coinvolte, sia a livello dei tavoli nazionali per prevedere il trasferimento dei detenuti verso i servizi territoriali delle regioni di residenza. Spiace constatare l'indifferenza dei nostri interlocutori su questi temi ed il ritardo con cui alcune regioni affrontano il problema della gestione territoriale».
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