Attenzione
«Aiuto, ci assalgono con la motosega»
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Via Morandi a Montelupo dove si è conclusa la fuga dei due ragazzi Il terrore dei testimoni della notte brava dei due giovani denunciati
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EMPOLI. «Aiuto, ci sono due pazzi che ci minacciano. Mi sembrano due ragazzi: uno ha la testa fuori dal finestrino e agita una motosega. Cercate di prenderli prima che succeda una tragedia». Sono le 23.45 quando un cittadino di Limite, che ha appena visto sfrecciare la Ford Ka, chiede aiuto ai carabinieri di Empoli. A bordo dell'auto ci sono due ragazzi della zona, C.B di Empoli e A.M. di Montelupo. Hanno giocato per ore a un videogame horror, al punto da essere completamente rapiti in un mondo virtuale. Ma i testimoni oculari non possono saperlo. Di fronte a una scena così incredibile scatta l'allarme: «Stavo passeggiando con mia moglie - racconta un altro limitese - quando ho sentito un'auto in corsa e delle urla. Mi sono girato e ho visto un ragazzo agitare la motosega e pronunciare delle frasi che non riuscivo a capire. Ho avuto paura: sarà anche stato un gioco, ma quei due ragazzi hanno messo a repentaglio la loro vita e quella degli altri». C'è chi si è affacciato alla finestra per cercare di capire che cosa stava accadendo. Tutto si è svolto in pochi minuti. «Poi abbiamo sentito in lontananza le sirene dei carabinieri». Ed è in quel momento che è iniziata la fuga senza meta degli improvvisati personaggi del videogame horror Resident Evil. I due ventenni hanno capito di averla combinata grossa, hanno gettato la motosega in un campo e hanno cercato rifugio verso Montelupo. Ma arrivati in via Morandi, il conducente ha perso il controllo della Ford Ka, andando a sbattere contro un muro, per poi scontrarsi con l'auto dei carabinieri. A quel punto - dopo essersi scusati - hanno rivelato ai carabinieri l'origine della loro bravata: «Volevamo fare come nel videogame Resident Evil». L'alcol test ha dato esito negativo. Non erano ubriachi, non avevano assunto sostanze stupefacenti. Erano drogati di videogame. «Questo fatto - sottolinea lo psicologo Paolo Crepet - è frutto di idiozia e maleducazione: è un caso di noia totale, che si aggiunge all'incapacità dei genitori di crescere i figli». Colpisce indubbiamente l'età dei due ragazzi, visto che non si tratta di adolescenti, ma di ventenni: «A quell'età - attacca lo psicologo - si ritrovano con la libertà tipica di una persona di cinquant'anni e il cervello di un bambino che va alle scuole elementari: certi episodi sono il frutto di questo mix. Ma ripeto: alla base c'è l'incapacità dei genitori a svolgere il proprio ruolo e la loro assenza nella vita dei figli». I due ragazzi hanno raccontato in maniera dettagliata ai carabinieri, la loro incredibile giornata virtuale: le ore trascorse davanti al computer, gli allenamenti con il tronco d'albero, l'idea di trasformarsi in zombie armati per una sera. Entrambi sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere. Francesco Turchi ALTRO SERVIZIO A PAGINA 11
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