Il Tirreno

Empoli

La crisi colpisce gli esercizi pubblici: meno dieci per cento di fatturato dall’inizio dell’anno

Addio brioches e aperitivi

Francesco Turchi
Addio brioches e aperitivi

Ma il rito della tazzina di caffè resiste e salva i bar

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EMPOLI. Niente cappuccino, addio colazione al bar. L'aperitivo? Un ricordo. Gli unici vizi a resistere sono il caffè e la sigaretta. La crisi colpisce i bar: nel primo trimestre del 2010 gli esercizi del circondario hanno registrato un crollo del fatturato: -9,4%. Il settore aveva già chiuso il 2009 con un tutt'altro che brillante -3,7%. E le previsioni per i due trimestri centrali non sono entusiasmanti: -3,4%. La "fotografia" è stata scattata dall'Osservatorio economico di Confesercenti, che ha presentato il quadro congiunturale al 31 dicembre 2009, il consuntivo del primo trimestre e le previsioni al 30 settembre 2010 relativi al commercio dell'Empolese-Valdelsa.  Nella giungla di dati - generalmente negativi - illustrati da Sauro Spignoli colpiscono quelli relativi ai bar: «Chi frequenta i bar - sottolinea Andrea Bertini di Confesercenti - si sarà reso conto che indubbiamente c'è un calo di clientela, soprattutto negli orari solitamente dedicati alla colazione o all'aperitivo». La spiegazione è facile da intuire: «In un momento di crisi le famiglie tagliano tutto ciò che non è strettamente necessario: medicinali, libri per la scuola e altri prodotti non si toccano, mentre la brioche e il cappuccino sono tra le prime spese ad essere eliminate. In questa situazione di difficoltà economica generalizzata ogni singola spesa viene valutata e se risulta non essere necessaria, viene tagliata. Per quanto ci riguarda monitoriamo costantemente la situazione, ma è chiaro che per assistere a un'inversione di tendenza bisogna aspettare, e sperare nella ripresa dei consumi».  La conferma arriva da uno dei bar storici di Empoli: «Confesercenti parla di un calo del 10% del fatturato nel primo trimestre? Per quanto ci riguarda abbiamo registrato un -20%» dice Giovanni Volteggiani del Bar Centrale di via Ridolfi: «Tutto ciò che viene considerato superfluo, non viene più comprato. Se prima per esempio marito e moglie avevano l'abitudine di venire a fare colazione al bar insieme, ora cercano di evitare. O almeno non vengono ogni mattina». Addio brioches e cappuccini dunque, ma non solo: «È in calo anche la vendita dei gelati confezionati, dei chewing-gum, delle caramelle. Per non parlare dei liquori, che sono andati a picco».  La crisi ha fatto fuggire tanti clienti, di tutte le fasce di età: «I giovani che ricevono meno soldi dalle famiglie, al bar ci vanno meno volte. I pensionati non si vedono praticamente più». Via il superfluo dunque. Ma qualche vizio resiste anche alla crisi, almeno per ora: «Il caffè e le sigarette: in questi casi le vendite sono praticamente immutate».

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