Sicurezza
Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva di due circolari finite nel mirino, definendole però «illegittime»
Scuola, gli orari restano invariati
Marco Pagli
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Orari invariati anche al professionale Leonardo da Vinci di Empoli Il tribunale amministrativo boccia il ministro Gelmini: decreti sospesi
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EMPOLI. Mentre nelle sedi di sindacati e associazioni a sostegno della scuola pubblica di tutta Italia si festeggiava e ci si affrettava a diramare comunicati stampa, anche nei palazzi comunali di Empoli, Certaldo, Castelfiorentino e Montaione qualcuno deve aver stappato lo spumante. Il motivo di tanta soddisfazione è la sentenza emessa dal Tar del Lazio a proposito del ricorso presentato da sindacati, associazioni della scuola, famiglie, studenti e docenti contro le circolari 17 e 37 e l'ordinanza 19 emesse dal ministero dell'Istruzione. Il tribunale regionale, infatti, pur respingendo la richiesta di sospensiva avanzata da questi soggetti contro il ministero perchè ha ritenuto che non sussiste, dall'applicazione di questi provvedimenti, un danno «grave e irreparabile», ha comunque stabilito che le due circolari ministeriali sono «illegittime». Il Tar, inoltre, ha sospeso, fino a quando non si pronuncerà il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, i decreti con cui il ministero aveva deciso la riduzione degli orari negli istituti tecnici e professionali da 36-40 a 32 ore settimanali. Quindi gli studenti di tali istituti con ogni probabilità avranno l'orario invariato nel prossimo anno scolastico. Al ricorso e alla mobilitazione promossa nei mesi scorsi avevano aderito, appunto, anche i quattro comuni dell'Empolese Valdelsa chiarendo nelle diverse determinazioni di giunta emesse intorno alla metà di luglio di «aderire al procedimento in corso "ad adiuvandum" in considerazione degli effetti particolarmente gravosi indotti dai procedimenti ministeriali sul sistema scolastico-formativo rispetto alla coesione sociale del territorio adottato in assenza di qualsiasi forma di concertazione con gli enti locali». In particolare le due circolari avversate da sindacati e associazioni della scuola riguardano: la dotazione organica del personale docente, in cui è previsto il taglio di oltre 25mila docenti, (numero 37) e le iscrizioni al primo anno di scuola superiore (numero 17). Il Tar le ha dichiarate illegittime perchè alla data di emanazione non erano ancora in vigore gli ordinamenti scolastici e il testo normativo era ancora privo di efficacia e di rilievo giuridico. In sostanza dicendo che erano stati forzati tempi. Sulla base di questa constatazione i promotori del ricorso annunciano che raccoglieranno i casi specifici richiesti dal tribunale e adiranno una nuova causa per bloccare la riforma. «Questi provvedimenti sono profondamente dannosi - spiega l'assessore all'istruzione di Empoli, Eleonora Caponi - e noi abbiamo voluto sostenere questa azione legale, che sottende anche una precisa battaglia politica. Il motivo è semplicissimo: i tagli previsti in tutti i gradi scolastici dalla riforma Gelmini si ripercuoteranno inevitabilmente sugli enti locali. Noi non siamo stati minimamente coinvolti nella discussione, ma nonostante questo dovremo farci carico dei disservizi creati alle famiglie dalla riduzione degli orari scolastici e dal riordino delle classi conseguente alla sforbiciata agli insegnati. Continueremo a portare avanti le azioni legali».
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