Il Tirreno

Empoli

Corsa, pressing e qualche guizzo

David Biuzzi
A sinistra la formazione iniziale In basso a sinistra Coralli e qui sotto Saponara
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A sinistra la formazione iniziale In basso a sinistra Coralli e qui sotto Saponara

La prima al Castellani mostra una squadra più da sciabola che da fioretto

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EMPOLI. Meno fronzoli, più corsa. Basterebbe questo paragone, ovviamente in sintesi estrema, per spiegare la differenza fra l'Empoli della scorsa stagione e quello che Alfredo Aglietti sta cercando di plasmare dall'inizio del mese. La sciabola al posto del fioretto, insomma, come si è intravisto nella (discreta) prima apparizione interna: il test col Gavorrano consumato al Castellani.

A tutto pressing. In sostanza il modulo disegnato dal tecnico di San Giovanni Valdarno è un 4-2-3-1 che, in fase di non possesso, diventa un abbottonato 4-4-1-1. La chiave di volta, infatti, sta proprio nel tenere la squadra il più corta possibile e, di conseguenza, portare bene il pressing. Un esercizio che, nel primo tempo, riesce dopo un avvio dove il Gavorrano sembra più brillante sotto il profilo fisico. Al di là di qualche lancio scagliato oltre la linea difensiva, però, Handanovic resta quasi del tutto inoperoso. Col passare dei minuti, poi, in mezzo salgono di tono Musacci e, soprattutto, un Moro da applausi (sembra determinante, oggi, per dare equilibrio).

In avanti, poi, Nardini si fa apprezzare per corsa e sagacia tattica, mentre Cesaretti si accende a sprazzi ma quando lo fa lascia il segno. Considerata la caratura dell'avversario (formazione neopromossa in Seconda divisione), ci si può stare. Decisamente. Un diesel. Col passare dei minuti, poi, emerge la condizioni incoraggiante degli azzurri. Che, anche nella ripresa, lasciano intravedere qualcosa di buono. Certo la girandola dei cambi, su entrambi i fronti, fa perdere di tono al match. Eppure c'è da rimarcare l'intelligenza con la quale l'Empoli sfonda sul fronte destro dell'attacco: evidentemente il Gavoranno è in difficoltà da qualche parte e, a turno, tutti i giocatori offensivi vanno a infilare il dito nella piaga. Nardini, tanto per tornare sui singoli, continua a correre anche quando Aglietti lo toglie e, fra i baby, si fanno subito notare Signorelli, che in mezzo ci mette forza e personalità, e Guitto, che piazza un paio di intuizioni importanti. Buona la prima, insomma.

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