La manifestazione
Consiglio stranieri, eletto il presidente
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Il nuovo presidente E' un muratore marocchino, vicepresidente un filippino
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EMPOLI. Si sono concluse le operazioni di voto per l'elezione del presidente, del vice e dei componenti dell'ufficio della presidenza del consiglio degli stranieri di Empoli. Ne dà notizia Niccolò Balducci, assessore ai diritti e doveri di cittadinanza. Presidente è il marocchino Neaoui Hassan, vicepresidente Cortez Edwin Pico delle Filippine. «Il Consiglio degli stranieri - ha commentato Balducci - è un importante strumento di partecipazione e un'interfaccia con l'amministrazione per comprendere più da vicino le difficoltà della popolazione straniera nella nostra città». Oltre al presidente Hassan e al vice Cortez Edwin Pico, sono state elette Galura Charo Figuracion (originaria del Perù e nata in Italia), Bai Hanaw (Marocco), Dione Amy (Senegal) che collaboreranno con l'ufficio di presidenza. Neaoui Hassan ha 45 anni, fa il muratore, ha moglie e quattro figli. Nella prossima seduta del consiglio comunale prenderà posto tra i banchi dei consiglieri di Empoli. Avrà diritto di parola, non di voto, per portare a conoscenza di consiglio e giunta le tematiche che riguardano gli stranieri residenti a Empoli. «Sono in Italia dal 1999 - dice Neaoui, che vive in via delle Antiche Mura - e il mio impegno sarà per aiutare la gente, per i diritti, facendo al Comune proposte che riguardino i problemi che hanno gli stranieri. L'affitto e il lavoro sono i due problemi più grandi. Molto spesso tutto quello che si guadagna va nell'affitto e nelle bollette. La crisi poi ha accentuato le difficoltà». Due delle tre elette sono molto giovani, classe 1988 e '89. «Spero di collaborare attivamente con l'ufficio della presidenza di questo consiglio degli stranieri - ha detto Galura - per fare davvero integrazione nella comunità italiana, come me che sono nata in questo paese». Bai Hanaw, punta sulla giovane età, affermando che essendo giovani potranno portare rinnovamento. Infine Amy: «insieme vogliamo aiutare e sostenere i cittadini stranieri che hanno problemi di casa, la cura dei figli, lavoro. Sento però molta intolleranza».
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