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Empoli

Condannata la Banca di Cambiano

La sede della banca di Cambiano
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La sede della banca di Cambiano

Dovrà risarcire un cliente che aveva investito nei bond argentini

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 EMPOLI. Aveva fatto causa alla banca per un investimento sui Tango bond sottoscritto dieci anni fa. Nel 2008 Giuseppe Giompaolo è morto ma ora il tribunale ha condannato l'istituto di credito a risarcire l'erede, la figlia, dell'investitore perché non aveva dato sufficienti informazioni sui rischi dell'investimento.  Giompaolo, ex operaio in pensione di Castelfiorentino, si era rivolto al Credito cooperativo di Cambiano per investire circa 55 milioni. Era l'inizio di luglio del 2000 e il pensionato aveva 69 anni.  L'acquisto cadde sulle obbligazioni argentine che all'epoca avevano un rendimento molto elevato (pari al 10,25%). Poco tempo dopo, però, i titoli vennero travolti dalla crisi del paese e si svalutarono pesantemente. Il pensionato si ritrovò, come migliaia di altre persone, con una minima parte del capitale investito. E nel 2005, assistito dall'avvocato Giovanni Campatelli di Certaldo, decise di far causa alla banca.  Nei mesi scorsi il tribunale collegiale di Firenze (terza sezione civile composto dal presidente Silvia Chiarantini e dai giudici Roberto Monteverde e Fiorenzo Fantoni) ha emesso la sentenza che condanna il Credito cooperativo di Cambiano a risarcire l'investitore per una somma pari alla differenza tra il capitale che l'uomo aveva investito e il valore attuale delle sue obbligazioni. In pratica circa quattordicimila euro, cioè 28.300 euro (pari a 54.800.000 lire quanto aveva investito nel 2000) meno le cedole che aveva riscosso all'inizio (oltre 2.000 euro) e detratto poi il valore delle obbligazioni ancora di proprietà dell'erede del pensionato e che al momento hanno un valore pari a circa 12mila euro.  Considerando gli interessi e la rivalutazione monetaria dal 2000 il Credito cooperativo di Cambiano dovrà restituire circa 22mila euro (oltre al pagamento delle spese legali).  L'avvocato Campatelli aveva prodotto atti in cui «si evidenziava che i titoli argentini erano di proprietà della banca - come spiega lo stesso avvocato - e ho presentato pubblicazioni in cui emergeva come la crisi delle obbligazioni argentine era già in atto all'epoca in cui Giompaolo sottoscrisse l'investimento».  Il tribunale di Firenze non ha dichiarato la nullità del contratto di acquisto delle obbligazioni come invece era accaduto per altre sentenze dello stesso tipo che sono state emesse di recente. Ma ha riconosciuto che, come si legge nella sentenza, «non può dirsi che la banca abbia dato prova di aver agito con la dovuta diligenza».  In sostanza non ha dato, come spiega l'avvocato Giovanni Campatelli «informazioni sufficienti al pensionato in modo da consentire di valutare la pericolosità dell'operazione».  Il Credito cooperativo di Cambiano, però, tramite i suoi legali sta presentando appello perché «si tratta di una sentenza che è stata sbagliata».

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