Il Tirreno

Empoli

Raddoppiati i poveri una nuova mensa contro l'emergenza

Francesco Turchi
Da sinistra Sestini, Taddei e Pagliai in alto l’esterno della mensa
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Da sinistra Sestini, Taddei e Pagliai in alto l’esterno della mensa

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 EMPOLI. In quindici anni di attività i frequentatori sono praticamente raddoppiati. E così la Misericordia di Empoli è stata costretta a individuare una nuova sede per la mensa popolare Emmaus, che attualmente si trova a Santa Maria. La struttura in via XI febbraio è costata 700mila euro (200mila euro dei quali erogati dalla Fondazione della Carifi). Il taglio del nastro è in programma il 12 settembre.  Oltre trecento metri quadrati con refettorio, lavanderia, stireria, servizi igienici e magazzino per dare un pasto a chi non può comprarselo: «Gli spazi che occupiamo attualmente non rispondono più alle nostre esigenze. Quando abbiamo iniziato questa avventura nel 1995 - spiega il governatore della Misericordia, Giovanni Pagliai - venivano alla mensa una ventina di persone al giorno. Oggi i numeri sono più che raddoppiati: si va sui 40-50 pasti per ogni pranzo». Furbetti compresi: «Capita talvolta che ci sia qualche "infiltrato". Non abbiamo mezzi per verificare la reale condizione economica di chi si presenta da noi».  Ma i numeri della mensa Emmaus sono anche altri: diciotto pasti al giorno recapitati a domicilio agli anziani, 17mila capi d'abbigliamento distribuiti ogni anno, 120-150 pacchi alimentari consegnati alle famiglie ogni settimana, che diventano 500 in occasione del Natale. «Tutto questo - sottolinea il governatore - grazie al sostegno del Comune e all'impegno di 25 volontari che ogni giorno dedicano gratuitamente un po' del loro tempo per queste persone in difficoltà». Che sono tante: «Il 40% sono italiani, poi marocchini, georgiani e altre nazionalità. Vivono a Empoli, ma anche nel resto del circondario».  In realtà i poveri sarebbero molti di più: «Ma c'è chi anche chi non viene alla mensa per una questione di dignità». Gli indigenti che bussano alla porta di Emmaus trovano un pasto caldo «di ottima qualità, preparato nella mensa interna», ma anche la possibilità di farsi una doccia e ricevere la biancheria pulita: «Chi vuole - spiegano il responsabile di Emmaus, Ettore Taddei e il coordinatore della Misericordia di Empoli, Fabrizio Sestini - può lasciare qui i suoi vestiti e noi li laviamo e stiriamo. E poi, in caso di bisogno, abbiamo anche un ambulatorio e ci occupiamo noi di chiamare il medico».

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