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Gamberi killer, invasione in fiumi e laghi

Marco Fani
Gamberi killer, invasione in fiumi e laghi

Allarme dei pescatori in Valdelsa: «Sono a rischio tante specie ittiche»

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L'invasione del gambero killer sembra diventata inarrestabile. E sta mettendo a serio rischio l'ecosistema dei fiumi. La denuncia è di un gruppo di pescatori, allarmati per la velocità con cui si sta moltiplicando questa specie. Da qualche mese il "famigerato" gambero originario della Louisiana negli Stati Uniti, è diventato il protagonista anche in alcuni laghi. Tra questiquello di Tavolese (un lago di pesca sportiva), uno dei più frequentati nel territorio comunale di Certaldo. «Ogni sera - racconta Rolando Marini, presidente del gruppo pescatori che ha sede nella città del Boccaccio - ne vengono pescati quasi una decina di esemplari, mentre solo pochi mesi fa era quasi uno sconosciuto. Purtroppo stiamo constatando che si sta moltiplicando a vista d'occhio e i rischi per l'ecosistema dei corsi d'acqua sono evidenti. Il gambero, infatti, si nutre soprattutto di uova dei pesci».

Il gambero della Louisiana (il nome scientifico è Procambarus clarkii) è stato importato alcuni anni fa in Europa per scopi alimentari ed ornamentali. La sua notevole adattabilità alle più svariate condizioni ambientali, la resistenza agli agenti inquinanti e l'alta prolificità unite alle abitudini alimentari onnivore, connessa all'abitudine di scavare tane lungo le rive, lo rendono estremamente pericoloso per l'integrità degli ambienti acquatici e della fauna ad essi associata. Se anni fa uno dei problemi più grandi era rappresentato dalle nutrie (ancora oggi sono protagoniste sulle rive di Elsa e Arno), ora il gambero rosso non è sicuramente da meno. Per la bontà delle sue carni è stato importato per scopi di allevamento. In Toscana è stato avvistato per la prima volta al lago di Massaciuccoli e da allora ha invaso anche altri corsi d'acqua (gettato da qualcuno senza valutare i rischi effettivi), visto che ha la capacità di riprodursi in modo incontrollato, anche per l'assenza di predatori naturali. «Purtroppo non è facile prendere delle contromisure - conclude Marini - l'unica indicazione che possiamo dare a tutti i pescatori, compresi ai ragazzi che partecipano ai nostri corsi, è quello di non rigettare in acqua i gamberi, che oltretutto sono commestibili. Questo può essere un valido deterrente, ma non sufficiente, per provare ad arginare la situazione».

Il gambero killer sta mettendo a soqquadro alcuni dei corsi più importanti del territorio, mettendo in pericolo la vita della fauna ittica. Il fiume Elsa, per esempio, è uno dei bacini d'acqua più importanti che ha sede tra la provincia di Siena e di Firenze. I pesci più comuni sono la rovella, il cavedano, il barbo tiberino e la carpa. Quest'ultima e il cavedano sono due delle specie ittiche maggiormente diffuse nelle acque interne della Toscana, entrambe adattabili e capaci di tollerare situazioni di degrado degli ambienti acquatici. Sarebbe un peccato registrare la loro scomparsa.

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