Italia
Tra le ipotesi uno choc termico
Gian Ugo Berti
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Un passaggio forse troppo rapido da un'ambiente più caldo (l'abitacolo di un veicolo) ad uno più freddo (l'acqua di una piscina). Una temperatura quindi della pelle (oltre 37º) che si trova al contatto in tempi rapidi con un elemento di molti gradi inferiore. Forse una digestione in atto, dunque più elementi insieme. Il sistema vascolare di fatto viene messo sotto forte pressione, con un accumulo di sangue soprattutto a livello addominale ed una conseguente riduzione dell'afflusso al cervello. Una momentanea, ma fatale perdita di coscienza, la inalazione di acqua nei polmoni.
Un'ipotesi, un copione purtroppo già visto proprio in questo periodo di arsura sulle nostre spiaggie, lungo i fiumi: magari una prolungata sosta al sole con il progressivo rialzo della temperatura del corpo, poi ad un tratto alla ricerca del refrigerio il tuffo. Uno shock termico e il dramma si compie. Analogo può essere il discorso sul problema se sia opportuno intervallare il pasto con un congruo periodo di tempo (2-3 ore).
In rapporto anche a quanto e cosa si sia mangiato (cibi maggiormente calorici necessitano di un più lungo tempo per esser digeriti, inizia un adattamento dell'organismo a questa delicata fase. Per favorirla, il corpo accumula nella zona dello stomaco, una massiccia quantità di sangue. Un evento normale in tutti i giorni dell'anno, ma che solitamente non contempla il bagno. La differenza oggi risiede nel contrasto con l'ambiente più freddo dell'acqua. C'é chi ritiene di esserci abituato e si tuffa nell'immediato dopo-pasto. Può succedere nulla però è buona norma di sicurezza adattarsi al buon senso e alla sicurezza.
Un'ipotesi, un copione purtroppo già visto proprio in questo periodo di arsura sulle nostre spiaggie, lungo i fiumi: magari una prolungata sosta al sole con il progressivo rialzo della temperatura del corpo, poi ad un tratto alla ricerca del refrigerio il tuffo. Uno shock termico e il dramma si compie. Analogo può essere il discorso sul problema se sia opportuno intervallare il pasto con un congruo periodo di tempo (2-3 ore).
In rapporto anche a quanto e cosa si sia mangiato (cibi maggiormente calorici necessitano di un più lungo tempo per esser digeriti, inizia un adattamento dell'organismo a questa delicata fase. Per favorirla, il corpo accumula nella zona dello stomaco, una massiccia quantità di sangue. Un evento normale in tutti i giorni dell'anno, ma che solitamente non contempla il bagno. La differenza oggi risiede nel contrasto con l'ambiente più freddo dell'acqua. C'é chi ritiene di esserci abituato e si tuffa nell'immediato dopo-pasto. Può succedere nulla però è buona norma di sicurezza adattarsi al buon senso e alla sicurezza.
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