Baccalà anche di sera e locali più grandi in onore dei 70 anni
Marco Fani
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Le titolari Enza (a sinistra) e Silvia Zingoni e lesterno dellAppaltino 2 MINUTI DI LETTURA
LIMITE. Famoso per il baccalà, ma anche per le mitiche penne al ragù di cinghiale, piatti ambitissimi da clienti abitudinari e da gente di passaggio. L'Appalto di Castra, conosciuto da tutti come Appaltino è uno dei luoghi di ritrovo abituale e di ristoro più frequentati della zona. Una tradizione che si è rinnovata anno dopo anno, fino a tagliare quest'anno il prezioso traguardo dei settant'anni. Un'avventura a conduzione familiare, che ha preso le mosse nel 1940, con la guerra alle porte. Ma è dal 1959 che l'Appaltino si è trasferito nella sede attuale. Furono Remo Zingoni e Silvana Cinotti a realizzare il primo bar, veramente moderno per l'epoca, dove era possibile pranzare ed acquistare prodotti alimentari e per la casa. La prima svolta epocale per l'Appaltino arriva nel 1956, quando Remo e Silvana acquistarono il televisore: l'Appaltino divenne il punto di ritrovo per tutta la popolazione delle campagne, che facevano le corse per guadagnare i posti migliori per vedere le trasmissioni della Rai, tra cui l'imperdibile "Lascia o raddoppia". Un'attività conosciuta, soprattutto nei primi anni di gestione, anche per la vendita della benzina a stagne e per il commercio delle luci a petrolio, quando ancora l'energia elettrica non aveva fatto capolino nelle case del paese. Tra i mille aneddoti storici si può ricordare che l'Appaltino è stato uno dei primi punti di vendita di tabacchi e per tanti anni anche posto telefonico pubblico. Remo e la cuoca Silvana furono affiancati successivamente nella gestione dai figli Enzo e Enza. Poi è stato Enzo a portare avanti l'attività fino al 1996. Con la prematura scomparsa di Enzo, Enza decise di rientrare affiancando così i nipoti Silvia e Daniele Zingoni (figli di Enzo): «Fino al 1996 - racconta Enza Zingoni - facevamo anche le cene di sera e avevamo molti clienti abitudinari da Empoli. Poi, purtroppo, abbiamo dovuto limitare la nostra attività ai pranzi e alla vendita di generi alimentari. Per il futuro, però, abbiamo in mente un progetto per ristrutturare l'attuale sede, con l'obiettivo di ritornare a proporre i nostri piatti tipici anche di sera». Negli anni sono mutati i costumi e le abitudini della gente, ma è rimasta forte l'attrazione che l'Appaltino esercita sulla clientela straniera. «Non è un momento facile per questo settore - conclude la titolare Enza - ma è innegabile che un buon piatto genuino come il baccalà o il ragù di cinghiale sia sempre apprezzato, da italiani e stranieri».
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