Gioco
Secondo Fluvi e Faenzi (Pd)
La manovra costerà 11 milioni di euro al circondario
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EMPOLI. «La manovra del governo costerà ai comuni del circondario qualcosa come 11 milioni di euro in due anni: 4 nel 2011 e 7 milioni nel 2012». A fotografare le conseguenze della finanziaria per il territorio dell'Empolese-Valdelsa è il segretario della federazione Giancarlo Faenzi: «Si vanno a colpire le fasce più deboli, con tagli indiscriminati». Alla luce della situazione ormai delineata, i democratici chiamano il territorio a dare una risposta alla crisi e ai tagli. «Il compito di un partito nato per governare - prosegue Faenzi - è anche quello di dare delle indicazioni per uscire dalla crisi. Auspico un confronto ampio e sereno, che coinvolga le associazioni di categoria, gli enti e tutti i protagonisti della vita sociale, economica e politica. Non è il caso di far pesare le scelte esclusivamente sulle spalle dei sindaci, che non possono essere individuati come coloro che introducono balzelli per far rientrare le risorse che il governo toglie». Ecco dunque che diventano fondamentali il confronto e la partecipazione: «Si tratta di fare delle scelte importanti. Di capire tutti insieme quali sono i servizi di cui non si può e non si deve fare a meno e quali provvedimenti si possono prendere per salvarli». Un esempio? «Prendiamo i servizi per i disabili, ai quali è stato deciso di chiedere un contributo per la mensa e il trasporto. Questa storia ha sollevato polemiche. Ma dobbiamo chiederci se in questo momento è più importante mantenere il servizio, pur con dei sacrifici, o tagliarlo». Il deputato del Partito democratico Alberto Fluvi rincara la dose: «Non non contestiamo la manovra: siamo consapevoli che è necessario un risanamento dei conti pubblici. Ciò che non va è la qualità: si risponde a una crisi economica frutto di speculazioni finanziarie andando a colpire lo stato sociale. Non è una manovra equa: si taglia in maniera indiscriminata. E soprattutto, a differenza di ciò che sta avvenendo negli altri Paesi europei, non c'è traccia di investimenti per lo sviluppo. E inevitabilmente - conclude l'onorevole Fluvi - ci sarà un aumento della pressione fiscale». F.T.
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