Sicurezza
ARTIGIANATO
Occupazione in calo
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EMPOLI. La spirale regressiva si è fermata ma i risultati non sono brillanti. Soprattutto per l'occupazione. Questo in sintesi quello che emerge dal rapporto congiunturale per l'artigianato manufatturiero che è stato presentato dall'Osservatorio socio-economico per il primo semestre di quest'anno. La ricerca è stata presentata all'Agenzia per lo sviluppo in collaborazione con Cna e la Camera di commercio di Firenze. «Nella prima parte del 2010 la favorevole fase ciclica è proseguita e si è irrobustita, pur non raggiungendo affatto risultati di particolare brillantezza - è stato spiegato - queste affermazioni trovano espressione prima di tutto nel saldo percentuale del fatturato delle aziende prese in considerazione nella ricerca: se a fine 2009 tale saldo era sensibilmente risalito rispetto a sei mesi prima (da -84,00% a -16,67%) a giugno 2010 l'indicatore ha mutato di segno algebrico, anche se l'ordine di grandezza è da giudicare mediocre (+10,87%)». Lo studio ha evidenziato che «all'interno di un momento ascensionale permane una zona, quantitativamente non banale, di marcata criticità». Stessa dinamica è stata riscontrata per gli ordini. Per l'andamento occupazionale siamo di fronte «all'unica non piacevole eccezione: il saldo percentuale dell'andamento semestrale torna ad essere negativo rispetto a quello piatto calcolato a dicembre 2009 (da 0,00% a -8,70%)». Per quel che riguarda la composizione degli organici dal punto di vista delle forme contrattuali, rimangono sostanzialmente stabili i pesi delle tre modalità considerate (contratti tipici, atipici, di collaborazione), anche se il tempo indeterminato cede un po' di terreno (da 92,96% a 91,67%). Infine per quel che concerne l'analisi settoriale il quadro che scaturisce dall'indagine mostra un andamento alquanto differenziato per settori ed indicatori: migliorano i tradizionali comparti del sistema moda, abbigliamento e calzature. Soprattutto il secondo realizza prestazioni pregevoli. Nell'abbigliamento continuano le perdite occupazionali. Migliori appaiono «le prestazioni della ceramica nel campo delle variabili congiunturali per eccellenza (fatturato ed ordini), mentre stazionaria appare la situazione del vetro che tuttavia sembra riporre grandi speranze nella seconda parte dell'anno. Decisamente negativa la situazione delle lavorazioni del legno». M.P.
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