Il Tirreno

Empoli

Alta tensione nell’azienda che gestisce il trasporto scolastico da Cerreto a Limite

Scuolabus, tempesta in arrivo

Marco Pagli
Uno scuolabus
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Uno scuolabus

I dipendenti della Falaschi: pronti a scioperare e a ricorrere al giudice

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 EMPOLI. Si fa sempre più calda la vertenza tra la Falaschi, azienda che gestisce il servizio di scuolabus nei comuni di Cerreto, Vinci, Limite e Montelupo oltre al trasporto degli studenti delle scuole superiori empolesi agli impianti sportivi, e i lavoratori, che chiedono contratti fissi e più garanzie. Non è escluso che a settembre, alla riapertura delle scuole, possano scattare scioperi e disagi per le famiglie.  La Cgil accusa l'azienda con sede a Pontedera di non aver rispettato l'accordo stipulato alla fine di gennaio che la obbligava ad assumere a tempo indeterminato i 17 lavoratori su 27 che avevano un contratto a termine. «L'accordo è stato rispettato solo in parte - spiega Alessio Ammannati, della Filt Cgil provinciale - perché, dopo aver stabilizzato i primi 5 dipendenti a marzo, la proprietà ha fatto sapere che non avrebbe ripetuto la procedura con gli altri 12 di qui a dicembre. La decisione è stata motivata dal fatto che a giugno sarebbero scaduti i contratti di appalto con i comuni per il servizio. Ma la condotta rimane scorretta».  Senza contare che gli stessi quattro comuni interessati, dopo alcuni incontri con i rappresentanti dei lavoratori, hanno deciso di prolungare i contratti fino alla fine di quest'anno per facilitare la trattativa. Inoltre gli enti locali si sono impegnati a sottoscrivere un capitolato che inserisca alcune clausole di salvaguardia per i lavoratori che operano nelle ditte dei servizi di trasporto esternalizzati. In sostanza, nei prossimi bandi la garanzia di contratti fissi per i propri dipendenti sarà un elemento premiante ai fini del punteggio per l'aggiudicazione delle gare.  «Così dal 5 maggio al 16 giugno è stato proclamato lo stato di agitazione - prosegue Ammannati - a cui sono seguiti 3 incontri in Prefettura, ma niente è servito per far cambiare idea alla ditta. Noi chiediamo che siano garantiti i posti per i 27 lavoratori, che tra l'altro sono sottoposti ad orari non previsti nei contratti e sono sottopagati, e che vengano stabilizzati i 12 ancora a tempo determinato. Peraltro l'azienda in queste ultime settimane ha inviato lettere ai precari in cui annunciava trasferimenti in altre aree. Il nostro timore è che vogliano allontanarli fino alla scadenza dei contratti per poi sostituirli con altri dipendenti».  Il sindacato, insomma, promette battaglia e avverte: «Finora abbiamo cercato di evitare le vie legali e di privilegiare quelle sindacali. Ma se l'azienda non correggerà la sua politica indiremouno sciopero e poi ricorreremo al tribunale del lavoro».

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