Palestra chiude, il paese non vuole
Marco Fani
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Ginnastica per giovani e anziani con I DelfiniPiù di cento firme raccolte a Ponte a Elsa per aiutare "I Delfini"
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Un'intera frazione si mobilita per aiutare un'insegnante di ginnastica. A Ponte a Elsa sono state raccolte oltre cento firme per sostenere la palestra privata I Delfini, fondata nel 1999 in via Fratelli Cervi da Francesca Benedetti, che nei giorni scorsi è stata costretta alla chiusura per problemi economici. Quella palestra, dicono tutti, serve al paese. È uno spazio frequentato quotidianamente da oltre 150 persone, diventato negli anni un punto di riferimento per ragazzini e anziani, che raggiungono il centro anche da Empoli e San Miniato. All'interno vengono organizzati corsi di ginnastica per tutte le età e attività, sociale e agonistica, per ragazzi dai 3 ai 16 anni. Recentemente uno dei gruppi allenati da Francesca Benedetti si è classificato al secondo posto al festival della ginnastica. Per non fare morire questo centro di sport e socializzazione, sono state raccolte oltre cento firme che sono state consegnate al sindaco Luciana Cappelli. I frequentatori chiedono un aiuto al Comune affinché si possa individuare (con la collaborazione dell'ente) uno spazio idoneo in grado di consentire a Francesca Benedetti di riprendere il proprio lavoro. «Siamo un gruppo di cittadine di Empoli - si legge nella lettera - che praticano la ginnastica alla palestra I Delfini. Un centro dove viene praticata anche ginnastica riabilitativa e attività fisico-sportiva per i bambini. Purtroppo la palestra condotta dall'insegnante Francesca Benedetti è stata costretta a chiudere per i costi di gestione che non è più in grado di sostenere. Per tutti noi verrà a mancare un punto molto forte di aggregazione». Nonostante si tratti di una struttura privata, il gruppo dei residenti e dei frequentatori abituali ha deciso di chiedere sostegno al Comune, vista l'importanza - soprattutto a livello sociale - ricoperta dalla palestra per Ponte a Elsa. «Questa attività - proseguono i firmatari - è un momento di aggregazione fra le persone, per non farci sentire solamente un quartiere dormitorio. Non dobbiamo dimenticare che siamo in prevalenza nonne, cioè una parte importante della società. Per questo chiediamo al nostro Sindaco, che conosce bene la frazione di Ponte a Elsa, che venga individuato uno spazio (può essere il palazzetto dello sport, può essere la palestra della vecchia scuola) per permettere alla nostra insegnante di continuare un'attività sia per noi anziani sia per i bambini». Una lettera che ha emozionato la stessa insegnante. «Ringrazio tutti - dice Francesca - spero in un aiuto da parte delle istituzioni per poter portare avanti questo lavoro. Purtroppo non sono più in grado di sostenere in prima persona i pesanti costi di gestione della palestra aperta nel 1999. Ma a Ponte a Elsa lavoro fin dal 1992, ai tempi in cui facevo i corsi alla Casa del popolo».
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