Sicurezza
Multati bar e negozi per irregolarità e carenze sanitarie
Marco Pagli
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EMPOLI. Centocinquanta multe nel corso del 2009 in 83 tra esercizi pubblici, mense e negozi per il mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie e per irregolarità amministrative. Il 2% in più rispetto a quelle elevate l'anno precedente, quando i verbali contestati erano stati 128 in 80 aziende. Se nel 2008, infatti, la percentuale di sanzioni sulla base delle ispezioni fatte era del 21,5%, nel 2009 è salita al 23,5%. Fuori norma una su 4. Un trend in aumento, quindi, che si conferma nonostante una seppur minima flessione delle ispezioni che sono passate da 372 a 351, a causa dell'accresciuto grado di tecnologia nei controlli che richiede maggiore tempo di verifica. L'attività di monitoraggio continua di medici e tecnici dell'ufficio igiene e alimenti della Asl 11, insomma, ha sottolineato che quasi un quarto delle aziende controllate non è a norma. Delle 83 attività dove sono state riscontrate irregolarità, peraltro, solo una parte si è vista notificare verbali contenenti una sola sanzione. In più della metà dei casi, infatti, sono state multate perché i parametri non rispettati sono stati più di uno. Fino al caso di una ditta che ha dovuto pagare sei sanzioni frutto di una sola ispezione. I comuni più multati. Quello più tartassato è Empoli, dove le sanzioni sono state 47. Un numero alto anche se va considerato che questo è il comune più grande di tutta l'area e quello dove ci sono più attività. Segue Vinci, dove la proporzione tra multe e aziende di somministrazione alimentare è più preoccupante. Qui, infatti, le irregolarità ravvisate sono state 16. Dodici, invece, quelle finite nel mirino degli operatori sanitari a Certaldo. Sette multe sono state staccate nel comune di Castelfiorenrino, così come in quello di Gambassi Terme. Una multa in meno è stata fatta negli esercizi pubblici e nei negozi rispettivamente di Montelupo Fiorentino e Fucecchio. A Cerreto Guidi sono state elevate 5 sanzioni, mentre a Montespertoli 4. Limite e Capraia e Montaione, infine, sono i due unici comuni dove non sono state registrate irregolarità. Dalle mense ai bar. I controlli fatti dall'Azienda sanitaria locale sono partiti da quei settori considerati più sensibili fino a quelli dove c'è un livello di rischio basso. «C'è una categorizzazione dettagliata del rischio che proviene direttamente dalla Regione - spiega Maria Giannotti, responsabile dell'unità operativa Igiene, alimenti e nutrizioni dell'Asl 11 - in base a questa le varie tipologie di azienda sono suddivise in tre fasce. Nella prima, dove rientrano attività come mense scolastiche o ospedaliere, supermercati, laboratori di macelleria e pescheria, rosticcerie e pasticcerie, il rischio è ritenuto alto in considerazione del tipo di lavorazione svolto e del numero di persone che possono venirne a contatto. Nella seconda, nella quale ci sono bar, ristoranti, panifici e mense aziendali, il rischio è minore. Mentre nella terza, che comprende gli alimentari, le mescite, gli ambulanti e le aziende agricole, c'è un rischio ritenuto basso».
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