Il Tirreno

Empoli

PRIMAVERA 1905

I contadini messi in ginocchio dal maltempo

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 CERRETO GUIDI. L'acqua veniva giù a scatroscio, un giorno dopo l'altro. I contadini guardavano il cielo e non pochi imprecavano. Anche la gente in Padule aveva di che preoccuparsi. In pratica, non c'era stata (e non c'era) primavera. Quell'acqua era talmente tanta che aveva invaso anche le proprietà più protette e regimate e altre ne minacciava. Un vero flagello.  L'8 giugno 1905, il consiglio comunale di Cerreto non può ignorare la situazione. E' stato un viavai continuo di padulani con un fardello di lamentazioni. S'evidenzia che il maltempo "ha portato danni economici rilevanti poiché ha ridotto di gran lunga il raccolto dei fieni che era molto promettente". Le cause vanno ricercate, "non tanto nella grande quantità d'acqua racchiusa nel bacino del Padule, quanto nella troppo lunga permanenza sul luogo dell'acqua medesima, permanenza esclusivamente derivata dal cattivo scolo". Di qui l'affermazione che l'inconveniente potrebbe essere eliminato con l'allargamento del canale Usciana. Intervento "lungamente reclamato da queste popolazioni".  Poco più in là, a Fucecchio, i contadini si dicono danneggiati dalla grandine. Perciò reclamano sovvenzioni dirette in proporzione al danno subito, la bonifica del Padule da tempo in cantiere e che Provincia e Comune "accordino un abbuono delle tasse di loro competenza". (r.c.)

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