Gioco
Nell’ex magazzino del sale lo spazio che racconta la storia del lavoro di un’intera città
Il Museo del Vetro si apre al pubblico: «Un simbolo per il futuro di Empoli»
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L’ingresso del museo del vetro e il dettaglio di una sala interna3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. «Il museo del vetro non è solo un nuovo luogo di attrazione turistica, ma rappresenta un simbolo per il futuro di Empoli e di tutta la Toscana: i vetrai erano dei maestri che lavoravano duro, e bisogna tornare lì, a una regione che si reindustrializzi e ritrovi la priorità del lavoro, di un lavoro che non giochi al massimo ribasso ma punti sulla qualità e sull'eccellenza». Con queste parole il consigliere regionale Vittorio Bugli ha parlato del nuovo Muve, Museo del vetro di Empoli, che sarà inaugurato oggi alle 18 dal sindaco Luciana Cappelli nel Magazzino del Sale, in via Ridolfi 70, alla presenza dell'assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini, dal presidente della Provincia Andrea Barducci, dalla Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici Alessandra Marino, dal presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze Michele Gremigni e da Carla G. Romby per il Comitato scientifico del museo.
Il museo è stato presentato alla stampa ieri a Palazzo Panciatichi, sede del consiglio regionale, a Firenze. Ad aprire gli interventi il sindaco Luciana Cappelli. «E' un museo che ha un profondo significato per la storia del lavoro della città e della nostra regione - ha detto - l'industria del vetro ha prodotto effetti fondamentali nell'organizzazione economica e sociale del tessuto urbano di Empoli, vedendo protagoniste anche tante di quelle donne lavoratrici che hanno caratterizzato la storia del lavoro a Empoli. Un ringraziamento particolare va alla Cassa di Risparmio di Firenze, con il cui contributo è stato possibile realizzare questo nuovo spazio di memoria e di cultura». «Il museo del vetro non è solo un nuovo luogo di attrazione turistica - ha aggiunto il consigliere regionale Vittorio Bugli - ma rappresenta un simbolo per il futuro di Empoli e di tutta la Toscana: i vetrai erano dei maestri che lavoravano duro, e bisogna tornare lì, a una regione che si reindustrializzi e ritrovi la priorità del lavoro, di un lavoro che non giochi al massimo ribasso ma punti sulla qualità e sull'eccellenza».
Sono intervenuti quindi la soprintendente Marino, Ugo Bargagli che ha portato i saluti del presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, e Giuseppina Carla Romby del Comitato scientifico del museo, che ha parlato dell'impianto museologico e della ristrutturazione del magazzino del sale. A chiudere gli interventi è stato l'assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti. «La Regione guarda con particolare interesse a questa nuova realtà, che ha una duplice valenza - ha affermato - da un lato il recupero di una tradizione importante come quella del vetro, dall'altro lo sviluppo della rete territoriale dei musei che trova qui un nuovo punto di eccellenza». Il museo, strutturato su due piani, ripercorre la storia della produzione del vetro a Empoli attraverso oggetti di uso comune - fiaschi, damigiane, bottiglie - strumenti di lavoro, documenti, immagini, ma anche coinvolgendo il visitatore con la ricostruzione dei luoghi e dei contesti della produzione industriale e artistica. Dopo l'inaugurazione, sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 (chiuso il lunedì), con un biglietto di ingresso di 3 euro. Nel mese di luglio sono previsti iniziative speciali, aperture serali, incontri e performance.
Il museo è stato presentato alla stampa ieri a Palazzo Panciatichi, sede del consiglio regionale, a Firenze. Ad aprire gli interventi il sindaco Luciana Cappelli. «E' un museo che ha un profondo significato per la storia del lavoro della città e della nostra regione - ha detto - l'industria del vetro ha prodotto effetti fondamentali nell'organizzazione economica e sociale del tessuto urbano di Empoli, vedendo protagoniste anche tante di quelle donne lavoratrici che hanno caratterizzato la storia del lavoro a Empoli. Un ringraziamento particolare va alla Cassa di Risparmio di Firenze, con il cui contributo è stato possibile realizzare questo nuovo spazio di memoria e di cultura». «Il museo del vetro non è solo un nuovo luogo di attrazione turistica - ha aggiunto il consigliere regionale Vittorio Bugli - ma rappresenta un simbolo per il futuro di Empoli e di tutta la Toscana: i vetrai erano dei maestri che lavoravano duro, e bisogna tornare lì, a una regione che si reindustrializzi e ritrovi la priorità del lavoro, di un lavoro che non giochi al massimo ribasso ma punti sulla qualità e sull'eccellenza».
Sono intervenuti quindi la soprintendente Marino, Ugo Bargagli che ha portato i saluti del presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, e Giuseppina Carla Romby del Comitato scientifico del museo, che ha parlato dell'impianto museologico e della ristrutturazione del magazzino del sale. A chiudere gli interventi è stato l'assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti. «La Regione guarda con particolare interesse a questa nuova realtà, che ha una duplice valenza - ha affermato - da un lato il recupero di una tradizione importante come quella del vetro, dall'altro lo sviluppo della rete territoriale dei musei che trova qui un nuovo punto di eccellenza». Il museo, strutturato su due piani, ripercorre la storia della produzione del vetro a Empoli attraverso oggetti di uso comune - fiaschi, damigiane, bottiglie - strumenti di lavoro, documenti, immagini, ma anche coinvolgendo il visitatore con la ricostruzione dei luoghi e dei contesti della produzione industriale e artistica. Dopo l'inaugurazione, sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 (chiuso il lunedì), con un biglietto di ingresso di 3 euro. Nel mese di luglio sono previsti iniziative speciali, aperture serali, incontri e performance.
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