La manifestazione
Correva lanno 1866
Malumore per poca luce nelle strade
Riccardo Cardellicchio
2 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. A una cert'ora della sera, le strade e le piazze diventavano deserte. E non era prudente star fuori. Ma chi, per un motivo qualsiasi, doveva uscire di casa, si trovava a fare i conti con poca luce o con il buio pesto, che potevano facilitare incontri spiacevoli. La giunta comunale, per risparmiare, aveva deciso di far spengere i lampioni, in tutto sedici (nel capoluogo), in tempo di luna. Ma il malcontento della gente fece tornare la questione in consiglio comunale. Era il 19 dicembre 1866. Presidente il dottor Pietro Trivellini, in qualità di facente funzioni di sindaco. Rimise in discussione la delibera di giunta del 27 febbraio 1866, che parlava del chiaro di luna, e propose che «i lampioni dovessero tenersi accesi dall'Ave Maria della sera all'Ave Maria dell'aurora senza eccezione nelle serate di luna». A sostegno di questa posizione, Trivellini portò una perizia tecnica. Disse: «Da questa perizia risulta che la spesa annua occorrente, per il mantenimento dei sedici lampioni, oggi esistenti, ammonterebbe a duemiladuecentonovantacinque lire». Somma abbordabile. Gli interventi furono diversi. Ci fu chi ne approfittò per avanzare altre richieste, facendosi interprete delle esigenze dei cittadini. Lo stesso Trivellini sposò la causa degli abitanti di San Pierino. «Hanno scritto, in un'istanza, che vogliono che venga rimesso un lampione allo scalo d'Arno». Subito dopo si ricordò di un'altra istanza, quella degli abitanti di Sant'Andrea: «Chiedono la collocazione di un altro lampione a metà della strada». Il consigliere Emilio Foggini intervenne per ricordare: «Il consiglio comunale s'è impegnato a soddisfare la domanda di un lampione in via Gentile». Il consigliere Giovanni Daris allargò il problema. Propose una riflessione: «I lampioni oggi esistenti non bastano ai bisogni del paese. Per me, sarebbe opportuno prendere in seria considerazione questa partita del servizio pubblico. Perciò, invito il consiglio comunale a provvedere in occasione del prossimo bilancio». D'accordo su tutto, i diciannove consiglieri comunali. E lo palesarono con l'alzata di mano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google