Il Tirreno

Empoli

Protesta del sindacato Anaao Assomed per la riorganizzazione dei servizi di emergenza

«Disposti a far causa all'Asl»

Marco Pagli
Il consiglio comunale aperto sulla sanità
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Il consiglio comunale aperto sulla sanità

I medici minacciano la direzione per il turno spezzato

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 EMPOLI. Non si placa la polemica dei medici ospedalieri, in particolare quelli riuniti sotto l'Anaao Assomed, contro la direzione della Asl 11. Questa sigla, infatti, a differenza di Aaroi-Umsped, Fp Cgil medici, Smi e Cimo che hanno rotto le trattative con l'azienda, non ha ancora fatto saltare il tavolo, ma annuncia ugualmente battaglia. E minaccia di portare la direzione dell'Asl in tribunale.  Il nodo rimane il pronto soccorso e l'annunciata riorganizzazione del personale. E' Carlo Palermo, segretario regionale Anaao Assomed e membro della segreteria nazionale, a spiegare la posizione dei medici. «Se l'azienda continuerà sulla strada tracciata con il nuovo piano di organizzazione del pronto soccorso - saremo costretti a reagire con forza: siamo pronti a inviare una lettera di diffida e se necessario porteremo la questione davanti al giudice del lavoro». Ad indispettire la principale sigla sindacale dei medici ospedalieri è il progetto del turno spezzato pomeriggio-notte, che nei piani della direzione servirebbe a tamponare l'alto afflusso di utenti al pronto soccorso aumentando il personale nelle fasce orarie più critiche, cioè dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. «Il problema principale del pronto soccorso di Empoli - continua il segretario regionale Anaao Assomed - è l'eccessivo numero di codici bianchi e azzurri, cioè i pazienti a bassa priorità clinica, che rappresentano circa un terzo di tutti gli utenti che si rivolgono alla struttura. È su questo che l'azienda dovrebbe lavorare piuttosto che affrontare il problema del grande afflusso di utenti in generale». Il piano annunciato di aumentare l'organico dei medici e degli operatori nelle ore di maggiore presenza, creando in questo modo turni spezzati pomeriggio-notte, «oltre a non risolvere il problema alla radice è anche vietato dai protocolli d'intesa firmati con l'assessore regionale alla salute perchè non tiene conto dei turni di riposo - spiega Palermo - Per questo, se non ci saranno passi indietro, procederemo con azioni legali». L'associazione dei medici mette sul tavolo diverse proposte per risolvere la questione. «C'è un errore gestionale da parte della direzione - spiega Carlo Palermo - che riguarda proprio gli accessi dei pazienti a bassa priorità clinica. In questi due anni la strategia dell'azienda è stata quella di diminuire i presidi, scaricando l'intero lavoro che dovrebbe essere svolto dal territorio sulle spalle di medici e operatori del pronto soccorso. Ma adesso la situazione si sta facendo critica. Perciò è necessario diminuire i codici bianchi e azzurri al pronto soccorso e per fare questo bisogna o promuovere una riorganizzazione dei medici di famiglia, quelli insomma che si dovrebbero occupare di tali pazienti, oppure creare ambulatori ad hoc per basse priorità».

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