Sicurezza
Immobili ipotecati, fioccano i ricorsi
Marco Pagli
E chi ha già pagato può chiedere il rimborso entro cinque anni
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EMPOLI. La Corte di Cassazione ha definito illegittima l'iscrizione ad ipoteca di un immobile da parte di Equitalia per debiti inferiori agli 8mila euro. Da allora anche nel circondario ci sono stati decine i ricorsi alla società di recupero crediti da parte di semplici contribuenti e associazioni dei consumatori. Ma chi ha subito un tale procedimento in passato può chiedere anche il rimborso delle spese sostenute per togliere l'ipoteca. La sentenza, che rende giustizia a tanti contribuenti che avevano dovuto subire l'iscrizione nonostante il loro debito fosse inferiore al tetto stabilito per legge, è la 4077 del 22 febbraio 2010 ed è arrivata dalla Suprema Corte riunitasi a sezioni unite. Il nodo sciolto. Nel testo si legge che l'ipoteca, "rappresentando un atto preordinato e strumentale all'espropriazione immobiliare, soggiace al limite per essa stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8mila euro". Poche frasi che chiariscono un nodo finora rimasto insoluto e al quale Equitalia si era aggrappata per farsi scudo da ricorsi e polemiche e continuare per la propria strada. In sostanza, già prima della sentenza della Cassazione, l'articolo 76 del Dpr 602 del 1973 vietava al concessionario di procedere all'espropriazione se l'importo complessivo del credito non superasse il limite di 8mila euro. Tuttavia, dal momento che questo articolo parla solo di espropriazione e non di iscrizione ipotecaria, Equitalia sosteneva che anche se poi non avrebbe potuto vendere l'immobile, poteva lo stesso ipotecarlo a cautela della riscossione. Ma la sentenza 4077 smentisce questa tesi e obbliga la società a sbloccare gli immobili ipotecati e cambiare rotta in futuro. Ricorsi e rimborsi. E sono già decine i ricorsi anche nell'Empolese-Valdelsa dei contribuenti che si trovano la casa ipotecata senza aver superato la soglia di debito stabilita. Per loro non ci dovrebbero essere problemi a risolvere la questione visto che Equitalia ha recepito la sentenza della Cassazione e, per bocca del direttore generale Marco Cuccagna, ha fatto sapere nei giorni scorsi che: «la società si è immediatamente adeguata dando disposizione a tutto il gruppo di bloccare le iscrizioni sotto gli 8mila euro. Inoltre, dopo la sentenza abbiamo anche messo a disposizione presso tutti i nostri sportelli la modulistica con cui presentare istanza di cancellazione che sarà effettuata, ovviamente, a spese di Equitalia». Proprio così, l'ente effettuerà il procedimento a proprie spese. E qui arriviamo all'altro nodo della questione, le richieste di rimborso. Sì, perchè finora a pagare i costi per iscrivere ipoteca e per rimuoverla erano i contribuenti stessi con importi che a volte superavano l'ammontare del debito. La sentenza 4077, essendo di natura interpretativa e quindi avendo effetto anche per il passato, apre le porte alle possibili istanze di rimborso da parte dei cittadini che hanno sostenuto spese non dovute per l'iscrizione ipotecaria illegittima. Il rimborso può essere chiesto entro i 5 anni dall'avvenuto pagamento. Norma anti-burocrazia. Da Equitalia un'altra buona notizia. Dal 6 maggio, grazie a una direttiva dell'ente, i contribuenti che ritengono di aver ricevuto una cartella di pagamento per tributi già pagati o interessati da provvedimento di sgravio o sospensione non dovranno più fare la spola tra gli uffici. Basterà compilare un'autodichiarazione, corredata dalla documentazione che dimostri la propria posizione, per interrompere le procedure di riscossione.
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