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Allegri verso lo sciopero

Allegri verso lo sciopero

Slitta ancora l'incontro tra azienda e sindacati e il 22 giugno scade la cassa integrazione

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 VINCI. L'azienda prende tempo, le nubi si addensano sul futuro di decine di lavoratori e il sindacato alza la voce. Per il momento con un presidio, in attesa dell'assemblea che potrebbe dare il via libera allo sciopero.  Le lavoratrici della Allegri di Vinci si sono radunate ieri mattina davanti al cancello dell'azienda di via Limitese, sotto le bandiere della Cgil, rappresentata da Silvia Mozzorecchi, che ha fatto il punto della situazione: «Nonostante le nostre pressanti richieste, l'azienda continua a non prendere in considerazione la lista che abbiamo messo a punto di 33 persone che potrebbero avere accesso alla mobilità con conseguenze limitate. Attenzione: questo non significa che queste persone non siano destinate a fare dei sacrifici, perché chi va in pensione con lo "scivolo" ci rimette comunque dei soldi e chi ha trovato un altro impiego, non è detto che vada in un'azienda del valore di Allegri. Il 22 giugno scade l'anno di cassa integrazione straordinaria e ci sono decine di lavoratori che non sanno qual è il loro futuro: sappiamo solo che un anno fa l'azienda ha parlato di 33 esuberi». Se ne parlerà il 3 o il 9 giugni: «Ma noi - prosegue Mozzorecchi - speriamo ancora che si possa anticipare l'incontro. Altrimenti si rischia di andare a parlare di una situazione delicatissima in tempi molto stretti. Ci vorrebbe più rispetto per queste persone: ognuno di loro ha una storia fatta di figli, mutui e affitti. E non dimentichiamoci che nel circondario ci sono mille lavoratori in cassa integrazione: chi perde il lavoro avrà vita durissima per ritrovarlo altrove».  Tutto questo mentre l'azienda sta ottenendo buoni risultati negli Usa: «La Allegri si fa pubblicità dicendo che il marchio sta conquistando New York, grazie a una campagna che investe tutte le stazioni della metropolitana. Ma i vertici si dimenticano dei sacrifici di questi lavoratori. Per il momento - conclude Mozzorecchi - abbiamo voluto fare questo presidio per inviare un messaggio all'azienda. Se non avremo le risposte che ci aspettiamo, sarà proclamato lo sciopero». F.T.

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