Il Tirreno

Empoli

Zedde regala il quarto Palio a San Pierino

Marco Fani
I festeggiamenti di San Pierino Sotto il mossiere Masala e alcuni striscioni ironici di Borgonovo
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I festeggiamenti di San Pierino Sotto il mossiere Masala e alcuni striscioni ironici di Borgonovo

Battuta la superfavorita Cappiano, dopo gli screzi in batteria tra Raimonda e Torre

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 FUCECCHIO. «Siamo noi, i campioni di Fucecchio siamo noi...». Esultano a squarciagola i contradaioli di San Pierino, che dopo i successi di Giovanni Atzeni (su Fidels) Antonio Villella (su Falco Doglia) e Alberto Ricceri (su Grein), conquistano il quarto Palio della loro storia con Virginio Zedde (vincitore nello straordinario del 2005 per Porta Bernarda) con Melantò de Aighenta. Ma a fine corsa esultano anche Ferruzza e Botteghe, visto che le rivali Cappiano (superfavoriti con Nottifrimmesmai) e Borgonovo (con Gaston Baio) non sono riusciti a centrare il cencio. Un Palio ricco di emozioni e con un giallo iniziale che ha dato subito pepe alla corsa.  Erano passate da poco le 15 quando lo speaker annuncia ufficialmente il ritiro di Ferruzza per infortunio al cavallo Boccadoro (montato da Massimino). Dopo il ko di Samo per i problemi a Moschino (ieri mattina è stato confermato il forfait dopo il corteo storico), la corsa ha perso un'altra protagonista attesa. I giochi si rimescolano. Cappiano inizia a sperare concretamente nella vittoria e quando il mossiere Daniele Masala chiama i presidenti sul palco c'è grande suspance.  La prima batteria prende il via intorno alle 16,30, con Porta Raimonda in prima corsia, Torre in seconda, Porta Bernarda in terza, Querciola in quarta e Botteghe di rincorsa. L'allineamento è difficile, visto la presenza delle rivali Bernarda e Raimonda. Dopo una partenza falsa, la batteria è molto accesa e ricca di colpi di scena con Bernarda che chiude prima davanti a Torre, poi Querciola e Botteghe. Raimonda viene eliminata (senza dare l'impressione di poter entrare nelle quattro), scatenando le ire della dirigenza gialloblù nei confronti di Torre, rea di aver ostacolato al via l'azione del fantino Alessio Corda.  Passate le 17 si prosegue con la seconda batteria di semifinale. Non ci sono rivali in pista e tutto scivola via liscio come l'olio, con la vittoria netta di Cappiano, il secondo posto di San Pierino, il terzo di Borgonovo e il quarto di Massarella. Alberto Ricceri su Ipersonic, partito di rincorsa, non riesce a confermare il miracolo dello scorso anno per Sant'Andrea.  Si va così alla finalissima in una Buca strapiena di pubblico. I riflettori sono tutti puntati sulle favorite. Dalla curva dei contradaioli di San Pierino si leva il coro "Beppe Radice beve e non lo dice". Il presidente saluta e incita il suo popolo. Sembra quasi l'epilogo di una giornata trionfale, che si concretizzerà pochi minuti dopo. Il sorteggio della batteria vede Querciola in prima corsia, Massarella in seconda, Borgonovo in terza, Torre in quarta, Cappiano in quinta, Botteghe in sesta e San Pierino in settima. Di rincorsa c'è Porta Bernarda. Ci vuole più di un quarto d'ora per trovare l'allineamento giusto. Masala annulla due partenze, ma la terza è quella buona. Pusceddu parte come un missile per Borgonovo, Mulas risale posizioni per Porta Bernarda tenendo la testa per oltre mezzo giro. Dalle retrovie irrompe Siri per Torre, che spinge il suo Misteriosu quasi in vetta alla corsa. Ma è a metà del secondo giro che si compie il capolavoro firmato da Virginio Zedde: San Pierino passa a condurre la corsa d'autorità e non molla la presa. Sul traguardo è netta la vittoria di Melantò de Aighenta e la festa del popolo d'oltrano (primo alloro da capitano per Gianluca Chiti), ormai abitudinario ai successi in Buca (quattro vittorie dal 2005 in poi). Torre chiude seconda, poi Borgonovo, Botteghe, Querciola, Massarella, Bernarda e Cappiano.

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