Il Tirreno

Empoli

Contro le celebrazioni per il 750º anniversario del concilio ghibellino

Farinata, falso mito

Giuliano Lastraioli
Una stampa ottocentesca che ritrae Farinata degli Uberti
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Una stampa ottocentesca che ritrae Farinata degli Uberti

Salvò Firenze ma non il contado

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 EMPOLI. Un fantasma incombe sulla città. Pare che i municipali si accingano a celebrare il 750º anniversario del concilio ghibellino del 1260, nel cui contesto Farinata degli Uberti salvò Firenze, ma non si oppose a devastazioni e stragi in danno dei guelfi di Empoli e del territorio. Il padre Ildefonso nel Settecento e nel Novecento lo storico danese Johann Plesner hanno pubblicato il libro dei danni dove furono poi registrate le enormi distruzioni arrecate dai ghibellini vittoriosi a Montaperti in odio agli sconfitti guelfi.  Firenze fu salvata, ma il contado venne pesantemente guastato. L'insopportabile retorica innestata da Dante non salva agli occhi degli empolesi colui che difese Firenze a viso aperto con lo sgangherato discorso riferito da Giovanni Villani e con l'oscuro apologo del "com'asino sape, così minuzza rape" che mi ha sempre fatto imbestialire per la ridicola inconsistenza dialettica.  Eppure la piazza madre di Empoli fu dedicata a Farinata nel ribollire delle vulgate risorgimentali, dimenticando che la distruzione di Firenze avrebbe comportato l'ovvia conseguenza che Empoli sarebbe divenuta la città primaziale della Toscana. Un bel guadagno per i nostri antenati, che già dovevano redimere a caro prezzo i residui diritti feudali dei conti Guidi.  Se ne accorse un illuminato naturalista del Settecento, quel Giovanni Targioni Tozzetti che scrisse in proposito cose di fuoco. Eccone una sintesi: "....Non mi credo punto obbligato al famoso Farinata degli Uberti, perché solo, a viso aperto, impedì nel 1260 che si distruggesse Firenze e che gli abitanti si trasportassero a Empoli. Questa trasmigrazione sarebbe senza dubbio dispiaciuta ai nostri progenitori, ma per noi era desiderabilissima, poiché da quel tempo al presente Empoli sarebbe divenuto una città incredibilmente più bella e più salubre di quello che sia Firenze".  Il masochismo empolese è notorio. Basta pensare anche all'altro eroe fiorentino Francesco Ferrucci, che negli anni 1529-1530 fu commissario di guerra a Empoli durante il conflitto con imperiali e papalini. Costui prese ostaggi, distrusse i borghi, svaligiò i contadini, impiccò i riottosi filomedicei. Perdipiù, almeno a leggere il biografo Sassetti, era pure in fama di pedofilo.  Sullo scorcio dell'Ottocento i municipali lo volevano monumentare, sempre in funzione della retorica post-risorgimento, ma non ce la fecero a concludere l'opera. Non bastarono i quattrini nemmeno per il banchetto d'occasione. Oggi ci riprovano con Farinata degli Uberti. Tutto fa cultura e le cose vanno così così. Pioveranno soloni fiorentini a erudire il popolo. Per questo tipo di kermesse i soldi si trovano sempre.

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