La manifestazione
Blitz nel cantiere dell'ecomostro
Marco Pagli
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La manifestazione del comitato popolare Ponte a Elsa sogna «Troppi rischi, l'area va messa in sicurezza»
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EMPOLI. Sono ormai più di dieci anni che tra via Caponi e via Gobetti, a Ponte a Elsa, sta in piedi il cosiddetto ecomostro: un cantiere mai terminato con tanto di gru alta decine di metri lasciata in balia di se stessa. Così ieri mattina la Comunità in resistenza e il comitato popolare "Ponte a Elsa sogna" hanno deciso di manifestare la loro insofferenza verso una situazione che sembra senza soluzione. Lo hanno fatto entrando dentro al cantiere e attaccando uno striscione sulla gru con scritto «Nuoce alla salute». Inoltre militanti e residenti hanno recintato l'area con filo rosso e bianco e hanno appeso altri stricioni alle reti di recinzione: «No alla cementificazione selvaggia», «Basta speculazioni edilizie» e «Via la gru». Il problema dell'ecomostro a Ponte a Elsa è iniziato quando, a lavori già iniziati, l'impresa Mg Costruzioni fallì lasciando l'area praticamente intatta. E così è rimasta, tra ponteggi pericolanti, balconi che si stanno sfaldando e una gru che dopo l'ultimo sopralluogo dei vigili del fuoco nel dicembre scorso è stata definita «abbandonata e in stato di grave deterioramento». Alla fine di aprile, dopo anni in cui il curatore fallimentare non si era preoccupato della messa in sicurezza dell'area, l'amministrazione comunale aveva inviato un ultimatum al tribunale di Santa Maria Capua Vetere (dove è in corso la procedura fallimentare). Scaduto il termine di 7 giorni avrebbe dovuto intervenire per smontare la gru, ma ancora è rimasto tutto come era. «Se questo scempio si fosse consumato nel centro di Empoli sarebbe già stato risolto tutto - dicono i manifestanti - ma siamo nella periferia e dopo dieci anni non è stato fatto niente. L'amministrazione comunale, che avrebbe la responsabilità dell'incolumità dei propri cittadini, non ha la volontà politica di investire sulle periferie come Ponte a Elsa e sulle famiglie che le abitano. Chiediamo la messa in sicurezza dell'area entro l'estate prima che diventi teatro di una possibile tragedia». I militanti della Comunità in resistenza protestano anche contro la riduzione di fondi, che quest'anno ammonterano a 500 euro, per la rassegna cinematografica Elsacinema, in scena nei giardini della frazione durante l'estate.
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