Finanza
Sigilli a uno studio professionale
Lucia Aterini
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Ledificio in cui si trova lo studio della consulente del lavoro Consulente del lavoro indagata per appropriazione indebita e truffa
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EMPOLI. Sigilli a uno studio di consulenza del lavoro, in via Ammannati 4, e la professionista che ci lavorava, la ragioniera Gabriella Innocenti, 48 anni, denunciata per appropriazione indebita aggravata e continua, truffa aggravata, falsità in scrittura privata, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. L'ordinanza di sequestro dello studio è stata emessa dal gip di Firenze Giacomo Rocchi ed eseguito dalla guardia di finanza. Il provvedimento, come spiega la Finanza, «è finalizzato ad evitare il protrarsi delle conseguenze danarose derivanti dalla commissione dei reati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità in scrittura privata, truffa aggravata, appropriazione indebita aggravata e continua». Dagli accertamenti svolti dalla finanza di Empoli, sarebbero 23 gli imprenditori che hanno sporto denuncia per l'appropriazione da parte della consulente di somme non versate all'Inps e all'Inail. Questo, secondo gli investigatori, approfittando del rapporto di fiducia e professionale. Il consulente, a quanto ricostruito, avrebbe prodotto false attestazioni bancarie di pagamento e falsi Durc (Documento unico di regolarità contributiva) traendo in inganno le ditte clienti in merito alla loro posizione contributiva. Le vittime che hanno presentato denuncia sono in massima parte negozianti e titolari di aziende sia nel campo agricolo che in quello edile. Sempre secondo quanto accertato le appropriazioni indebite, al momento, ammonterebbero a circa 300.000 euro. Numerose cartelle esattoriali sarebbero già state inviate da Equitalia alle aziende che, in alcuni casi, sarebbero state tranquillizzate dalla consulente con l'esibizione in fotocopia di falsi attestati di pagamenti. Il danno è stato quantificato dalle fiamme gialle in circa 1 milione di euro. In alcune circostanze, sempre secondo gli investigatori, la professionista indagata, falsificando la firma dei clienti, avrebbe richiesto ad alcune banche l'emissione di assegni circolari, con addebito sul conto corrente degli stessi. Numerosi sarebbero risultati i modelli F24 falsificati, con timbri falsi di vari istituti di credito. In un caso sarebbero stati emessi assegni bancari con firma falsa a valere sui conti correnti dei propri clienti, in un'altra circostanza si sarebbe realizzata un'appropriazione indebita delle somme versate da soci di un consorzio, sulla base delle quote di partecipazione.
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