Lutto
Così la mafia ha colonizzato il mondo
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Francesco Forgione Parte questa sera a Certaldo la festa nazionale di Avviso pubblico Campinoti: nessuna realtà è immune e al riparo da questi problemi
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CERTALDO. Inizia oggi la seconda edizione della festa nazionale di Avviso pubblico con la presentazione, alle 21,30 al Centro giovani "I Macelli", del libro "Mafia Export". Come 'ndrangheta, Cosa nostra e camorra hanno colonizzato il mondo" del parlamentare e già presidente della Commissione antimafia Francesco Forgione. Ne discutono con lui Ettore Squillace Greco, magistrato presso la Dda di Firenze e Andrea Campinoti, presidente di Avviso pubblico. Modera l'incontro Manuela Mareso, direttrice di Narcomafie. Quasi ogni giorno, giornali e tv danno notizia di operazioni antimafia con arresti in diversi paesi del mondo, servizi che non lasciano traccia nell'opinione pubblica che pensa che queste storie non la riguardino. Eppure, dietro queste operazioni c'è una realtà criminale globalizzata che non esclude nessuna parte del mondo, con narcotrafficanti della 'ndrangheta che movimentano tonnellate di cocaina dal Sud America e comprano mercantili come fossero auto usate; con mafiosi condannati in Italia e ricercati che vivono come imprenditori "coccolati" in Sudafrica; con la camorra che ha creato una multinazionale del falso di marchi prestigiosi con filiali in tutto il mondo; mentre in Germania il traffico di droga degli ultimi vent'anni è passato per le pizzerie calabresi; e tante altre storie. Uno scenario con un fatturato annuo di 'ndrangheta, Cosa Nostra e camorra, di circa 130 miliardi, superiore al pil di tre piccoli stati europei, e quasi il 10% della popolazione che nel Mezzogiorno lavora nell'industria mafiosa. Qual è il confine fra economia pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane nel mondo? E fin dove sono arrivate? A tali interrogativi, Forgione risponde raccontando i principali progetti di "colonizzazione" economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire. «Invitiamo tutti a partecipare a questa e alle prossime iniziative - dice Andrea Campinoti - perché nessuna realtà può dirsi immune e al riparo da questi problemi. Parlare delle mafie e valorizzare le esperienze di Antimafia è quindi indispensabile per conoscere e contrastare la criminalità e costruire una società più giusta e più sicura».
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