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Empoli

Publiambiente si difende

La sede di Publiambiente
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La sede di Publiambiente

«La nuova legge sui rifiuti non dà indicazioni certe»

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 EMPOLI. Dopo la notizia dell'inchiesta della magistratura sui rifiuti speciali, Publiambiente vuol precisare alcuni aspetti della questione.  «Innanzitutto vorremo chiarire di quale tipologia di rifiuti stiamo parlando: carta e cartone ed imballaggi multimateriale, quelli che i cittadini sono abituati a conferire nelle campane stradali, quindi barattoli e/o contenitori in plastica, vetro, metalli, tetrapak, polistirolo, tutto materiale avviato a riciclo e recupero - spiega l'azienda in una nota - la questione dell'assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani è quanto mai complessa e, a nostro parere, priva di alcune indicazioni fondamentali per la corretta gestione di alcune tipologie di detti rifiuti. Il decreto ambientale attualmente vigente (decreto legislativo 152/2006), fissa all'articolo 195, comma 2, lettera e) i principi di assimilabilità dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani. Tuttavia, tale articolo, è vacante del decreto attuativo che dovrebbe, non solo stabilire i principi, ma dare indicazioni certe e concrete sulla corretta gestione di tali rifiuti».  «Si tratta sostanzialmente di una diversa interpretazione di tale articolo - spiega ancora l'azienda - Arpat lo ritiene vigente, mentre Publiambiente no, proprio perché vacante del decreto ministeriale attuativo. Tale nostro convincimento deriva sia dal parere legale autonomamente acquisito, sia da altri autorevoli pareri, quali quello del professore avvocato Giuseppe Caia (ordinario di diritto amministrativo dell'Università di Bologna), dell'Anutel (Associazione nazionale uffici tributi degli enti locali), e quello della Regione Piemonte. Tutti questi pareri concordano sull'inapplicabilità dell'articolo in oggetto».  «Tra l'altro, la stessa Arpat, con nota del 29/03/2010 a firma del direttore generale, ha chiesto chiarimenti, nel merito, alla Regione Toscana, per il quale siamo ancora in attesa di risposta - continua ancora l'azienda Publiambiente - in virtù di quanto sopra descritto, Publiambiente si è quindi attenuta a quanto stabilito nelle normative precedenti, in particolare il decreto Ronchi (decreto legislativo 22/97), come indicato dalla Finanziaria del 2007 e, di conseguenza tutte le norme ed i regolamenti, compresi quelli comunali, entrati in vigore prima del decreto legislativo 152/2006, per quanto concerne i criteri di assimilabilità».  «Speriamo vivamente che la magistratura faccia al più presto chiarezza sull'accaduto - spiega ancora Publiambiente - ma soprattutto che il legislatore emani gli opportuni provvedimenti, attesi ormai da tutte le aziende affini alla nostra da oltre due anni, al fine di dare indicazioni chiare e certe sulla corretta gestione di alcune tipologie di rifiuti speciali».  E infine Publiambiente conclude «sottolineando che l'azienda continuerà a lavorare nella più completa tranquillità nell'intento di garantire la massima tracciabilità dei materiali raccolti e per promuovere il massimo reimpiego e riutilizzo della risorsa rifiuto».

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