Sicurezza
Crescita record delle malattie rare
Daniele Bigazzi
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Il campione di calcio Stefano Borgonovo, malato di Sla Sclerosi multipla e Sla qui colpiscono il doppio della media nazionale
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EMPOLI. Cresce nell'Empolese Valdelsa l'incidenza delle malattie degenerative del sistema neuromuscolare. Il dato, emerso durante il convegno nazionale dell'Associazione italiana contro le miopatie rare che si è svolto sabato in città, è impressionante. La sclerosi multipla e la sclerosi laterale amiotrofica (la terribile Sla) hanno registrato negli ultimi dieci anni un aumento molto importante nel territorio coperto dall'Asl 11 (circondario più Valdarno), registrando una incidenza che è doppia a quella nazionale. I casi di sclerosi multipla registrati dall'azienda sanitaria locale sono pari a 14 ogni 100mila abitanti (mentre a livello nazionale l'incidenza è pari a 8 ogni centomila), i casi di Sla sono pari a 10 ogni 100mila abitanti (mentre la media nazionale è di 5 ogni centomila). Sul territorio coperto dall'Asl 11 vivono circa 220mila persone (175mila nell'Empolese Valdelsa, 45mila nei comuni del Valdarno pisano): le persone malate di Sla sono 23, quelle malate di sclerosi multipla più di trenta, anche se al centro della neurologia dell'Asl 11 fanno riferimento molti altri pazienti di mezza Toscana. Fra le cause di questo record c'è un probabile fattore ambientale. «Forse stiamo pagando il prezzo del passato - spiega il dottor Leonello Guidi, responsabile dell'unità operativa di Neurologia dell'Asl 11 - nella storia industriale dell'Empolese Valdelsa l'utilizzo di metalli pesanti come il piombo, l'arsenico o solventi tossici che venivano a contatto diretto con l'operatore a livelli eccessivi, probabilmente ha contribuito a creare patologie capaci di trasmettersi alle generazioni future». Dieci anni fa le malattie di questo tipo nel circondario venivano rilevate in misura assai inferiore, circa la metà dei casi di oggi. Anche per questo la Regione sta elaborando un registro che tiene conto di come queste patologie sono distribuite sul territorio, indicando luoghi e ambienti di lavoro correlati. «La crescita dell'incidenza di queste malattie - continua il dottor Guidi - è comunque dovuta anche al miglioramento della tecnologia diagnostica, che ci permette di individuarle in modo più preciso e veloce». Oltre alle malattie degenerative del sistema nervoso centrale, negli ultimi anni sono aumentati anche i fattori di rischio tumorali. «Questi rischi - spiega il dottor Guidi che oltre a dirigere il reparto di neurologia dell'Asl 11 insegna al corso di laurea per tecnico della prevenzione dell'università di Firenze - possono provenire sempre dai metalli pesanti (come il piombo), che si trovano in vernici, pesticidi o nei carburanti. Fortunatamente questi non superano una soglia critica e la prevenzione nel settore sta lavorando molto bene, anche grazie alle informazioni accessibili a tutti, come è accaduto con l'amianto o il mercurio che ora sono vietati». Daniele Bigazzi
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