Il Tirreno

Empoli

Carcere, 700mila euro in fumo

Lucia Aterini
Il carcere e accanto la serra con l’erba alta intorno
◗
Il carcere e accanto la serra con l’erba alta intorno

Ecco il costo ad averlo tenuto un anno inutilizzato. Corleone inizia lo sciopero della fame

2 MINUTI DI LETTURA





 EMPOLI. Il ministro Angelino Alfano non ha probabilmente mai visitato Pozzale. Ma sicuramente nella contabilità delle spese del suo ministero figura che per tenere vuoto questo carcere si sono già bruciati circa 700mila euro. Una somma con cui il Comune di Empoli avrebbe potuto dare una discreta risistemata a tutte le scuole del territorio oppure alle buche di numerosissime strade.  Ma finora, il motivo è ignoto, ha prevalso la linea di spendere senza senso, per tenere una struttura inutilizzata. E' un anno che il carcere è vuoto e due mesi che il ministro Alfano ha bloccato il progetto di farne una struttura per transgender. Ecco perché il garante dei detenuti del Comune di Firenze ha deciso di iniziare uno sciopero della fame. Con la struttura chiusa, però, all'interno di Pozzale ci lavorano comunque una ventina di persone: 4/5 persone per turno tenendo in considerazione ferie, malattie e permessi. Considerando che uno stipendio medio lordo di una guardia carceraria si aggira sui 2.500 euro al mese, in un anno sono stati spesi 600mila euro inutilmente. E se si aggiunge le spese per le bollette della struttura e per pagare le missioni degli altri otto dipendenti di Pozzale che stanno lavorando in altri carceri si arriva a circa 700mila euro. Ecco qunato lo Stato ha deciso (finora) di gettare dalla finestra. A questa somma si deve poi sommare i soldi che sono stati spesi nei mesi scorsi per aumentare la sicurezza. Ma rispetto a chi non è ancora chiaro. Le voci si rincorrono: radio carcere ipotizza che a Pozzale arrivino di nuovo le donne senza regime attenuato oppure gli ospiti del carcere di Arezzo che deve essere chiuso per lavori di ristrutturazione.  Franco Corleone comincerà questa forma di protesta domenica 23 maggio se nella prossima settimana «non interverranno - spiega lui stesso - decisioni che cancellino la vergogna di un istituto vuoto, quello di Empoli, in tempo di intollerabile sovraffollamento». «La situazione delle carceri in Toscana e a Firenze - spiega ancora Corleone - continua a rimanere nello stato di gravità denunciato più volte vanamente. Dal 4 marzo scorso, data in cui doveva partire il primo esperimento di carcere transgender, sono passati inutilmente molti giorni e nessuna risposta è giunta. Circola la voce che il carcere sarà nuovamente destinato alla detenzione femminile, non transessuale. Sono curioso, come credo tutti, di sapere se il divieto di Alfano è per moralismo o per pruderie perbenista. Abbiamo pazientato anche troppo!». Lo sciopero della fame, precisa poi Corleone, comincerà domenica 23 «in vista anche della festa del corpo della polizia penitenziaria, che si terrà giovedì 27 maggio alla Badia Fiesolana a Firenze».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web