Sicurezza
ARCHEOLOGIA A EMPOLI
È arrivato il momento di recuperare la nave
Paolo Santini
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EMPOLI. Una delle ragioni del sorgere dell'insediamento abitato empolese fu, in epoca romana, la presenza dell'Arno, anche se non giocarono ruoli secondari l'Orme e l'Elsa, e nemmeno il fatto di trovarsi al centro della Toscana, in un luogo naturalmente privilegiato per quanto riguarda la viabilità. E l'Arno, navigabile, fu da subito la via di comunicazione principale. In età Medievale Empoli diverrà un centro nevralgico per gli scambi commerciali. Già nel Trecento imponenti imbarcazioni solcavano le acque del fiume e non era raro il naufragio. Negli anni Ottanta del Novecento, nella zona dove sbocca il "fognone" di Empoli, alcuni archeologi ritrovarono, in un periodo di secca, una nave lunga 13 metri. Grande fu lo stupore, quando s'accorsero che la nave, carica di asce per calafati, pece e brocche, era praticamente intatta; l'imbarcazione era affondata, probabilmente, dopo aver rotto gli ormeggi nel porto di Empoli, durante la disastrosa alluvione del 1333. All'epoca non fu possibile recuperare la nave, e gli archeologi misero una rete picconata di protezione in attesa di tempi migliori. Ora potrebbe essere giunta l'occasione per l'eventuale recupero, visto che sono trascorsi quasi 30 anni e che in alveo ci sarebbero già le paratie stagne - usate per costruire il nuovo ponte - per facilitare il recupero.
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