Il Tirreno

Empoli

Confesercenti ad artigiani e commercianti: «Non pagate la gabella e aderite all’iniziativa»

No alla tassa sulla musica nei negozi scatta l'azione legale collettiva

Costa caro ai negozianti far ascoltare la musica ai clienti
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Costa caro ai negozianti far ascoltare la musica ai clienti

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 EMPOLI. «Invitiamo artigiani e commercianti a non pagare la gabella e a unirsi all'azione legale collettiva contro i fonografici». Confesercenti dichiara guerra alla Scf, nonostante la rottura del fronte: «Cna e Confcommercio - dice Andrea Bertini - hanno sottoscritto a livello nazionale una convenzione con questa società per avere sconti».  La Società consortile fonografici sta procedendo ormai da tempo a richiedere a pubblici esercizi ed attività commerciali varie, per conto delle case discografiche convenzionate, il pagamento dei compensi relativi alla registrazione discografica (cioè l'incisione su supporto dell'opera musicale), ben distinta dal diritto d'autore preteso dalla Siae. Si tratta di una tariffa che può andare da 120 a 660 euro l'anno per bar e ristoranti e da 120 a 500 euro per i negozi. I commercianti del circondario quando nelle scorse settimane hanno ricevuto la richiesta di pagamento si sono ribellati.  Scf dal canto suo aveva inviato un ultimatum: chi non paga entro la data stabilita dovrà fare i conti anche con una sovrattassa, annunciando poi sconti per chi decideva di regolarizzare la situazione pregressa. Alcuni esercenti hanno ricevuto anche lettere di recupero credito: «Ma noi non ci stiamo» ribadisce Bertini, che spiega: «Questi soldi devono essere chiesti a discoteche, sale da ballo e locali dove si paga un biglietto, non a chi fa ascoltare un po' di musica in sottofondo a chi entra in negozio». Nel mirino si Confesercenti anche il metodo: «Vorremmo capire come si arriva a certe tariffe, quali sono i parametri utilizzati. E poi non dobbiamo dimenticare che Scf rappresenta una parte delle imprese fonografiche italiane. E se domani si costituisce un altro consorzio, cosa dovremmo fare? Pagare anche a loro?». Confesercenti ha quindi scelto la strada della class action: «Dobbiamo unirci per far valere la nostra forza: contiamo di raccogliere centinaia di adesioni in tutto il circondario». F.T.

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