La manifestazione
Imprenditore ricattato, due arrestati
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La stazione dei carabinieri di Montelupo I malviventi avevano estorto beni per un valore di centocinquantamila euro atti intimidatori e violenze commessi tra l'ottobre del 2008 e l'aprile scorso
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MONTELUPO. Minacce, ricatti, vessazioni di ogni tipo. Così la vita di un imprenditore edile di Montelupo Fiorentino era diventata un inferno. Una banda di malviventi lo aveva preso di mira, forse per un affare finito male. Decisivo l'intervento dei carabinieri. I militari, venuti a conoscenza di alcuni atti intimidatori ai danni dell'imprenditore, hanno iniziato a indagare, scoprendo che i banditi erano riusciti a estorcere all'imprenditore vari beni per un valore di circa centocinquantamila euro. L'uomo, per proteggere se stesso e la famiglia, aveva accettato di consegnare a un albanese di trentasette anni e a un siciliano di ventotto, un fuoristrada, una Mercedes Slk, due mezzi industriali e vari assegni. Nell'ottobre del 2008 la svolta: l'albanese venne sorpreso in flagranza di reato dai carabinieri mentre stava compiendo l'ennesima estorsione. Nell'occasione venne anche recuperata tutta la refurtiva. L'uomo, però, venne successivamente scarcerato. Nel frattempo però le indagini coordinate dalla procura della repubblica di Firenze a carico suo e del complice sono andate avanti. Indagini alla luce delle quali la posizione degli indiziati si è ulteriormente aggravata. Durante l'inchiesta infatti sono emerse altre pesanti responsabilità, sia a carico dell'albanese sia a carico del siciliano, entrambi pregiudicati ed entrambi in carcere per altri reati di cui sono stati riconosciuti responsabili nel frattempo. A loro sono state notificate in prigione due ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari della procura della repubblica di Firenze per il reato di concorso in estorsione aggravata. Adesso si trovano entrambi detenuti nel carcere di Sollicciano.
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