Gioco
Nel 1967 la cena tra i villaggi Nuova Italia e La Rosa fondati da Alberto Carpitelli
Quel gemellaggio tra castellani e livornesi nel segno dei veri valori dello sport
Camilla Trillò
◗
La cena del gemellaggio 1 MINUTI DI LETTURA
CASTELFIORENTINO. Era il 10 maggio 1947 quando Alberto Carpitelli, livornese di nascita ma castellano d'adozione, dà vita nel comune fiorentino al villaggio calcistico Nuova Italia. Dopo qualche anno Alberto torna nella sua Livorno e continua a seguire la sua passione: il calcio. Così, anche nella città labronica, fonda il villaggio La Rosa, e ben presto, tra i due villaggi, nasce un gemellaggio, che trova la sua massima espressione in una cena memorabile avvenuta il 10 maggio 1967 a Montenero, giorno in cui ricorreva il 20º anniversario della nascita del villaggio Nuova Italia. «Una cena - dice uno sportivo castellano - rimasta negli annali e nella memoria di tutti coloro che ne hanno preso parte e che adesso, 43 anni dopo, va ricordata come una giornata in cui è stato reso omaggio ai veri valori sportivi di cui oggi, spesso, sentiamo la mancanza». Nella foto i rappresentanti dei due villaggi. Per Nuova Italia erano presenti: Ottavio Parenti, Umberto Montagnani, Arrigo Voli, Giovanni Nardi, Marcello Fontanelli, Fiorenzo Lucchesi. Per La Rosa: Alberto Carpitelli, fondatore dei due villaggi (secondo da sinistra), Luigi Palandri, Luciano Martinelli, Mario Ulacco, Franco Martinelli, Fabio Palandri, Erasmo Falchini, Mauro Ulacco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
