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Banca di Cambiano scaccia-crisi

La banca a Castello
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La banca a Castello

All'assemblea dei soci si presenta con una crescita del 10%

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 CASTELFIORENTINO. Una crescita di circa il 10% per quanto riguarda raccolta e impieghi economici. La Banca di Cambiano duella con la crisi e, per ora, ha la meglio. Si presenta così all'assemblea dei soci prevista per domani. Un risultato che fa invidia alle altre banche sul territorio in un momento in cui i dati economici continuano a far soffrire imprendiotri e famiglie. «Certo - ha detto il presidente Paolo Regini - anche i nostri conti risentono della crisi». E infatti le sofferenze della Banca sono aumentate, dallo 0,90 all'1,48. «Ma noi abbiamo riconfermato la nostra vocazione di banca del territorio - ha spiegato il direttore Francesco Bosio - e a differenza dei grandi istituti di credito che hanno ristretto il credito noi lo abbiamo ampliato».  Il segreto di questi risultati? Bosio non ha dubbi. «Abbiamo operato all'antica - ha detto - l'ottimo risultato è frutto di scelte che derivano da attività di intermediazione bancaria tradizionale senza inquinamenti da alchimie finanziarie. La banca non detiene alcun titolo di emittenti in default, né di stati a rischio».  E il direttore aggiunge: «Noi non siamo convinti che la piccola imprese debba sparire. Va riscoperto il valore del lavoro, bisogna riorentarsi sul profitto invece che sulla rendita».  Entrando nei numeri, i soci sono aumentati e sono al momento 3001. La raccolta complessiva è passata a 1.800 milioni, con un incremento del 9,45% sull'esercizio precedente. Gli impieghi economici si sono attestati a 1.577 milioni con una crescita del 9,77%. «L'incremento registrato è di particolare significato, sia per l'entità, se riferito al 2,19% registrato a livello nazionale, che per il particolare momento di crisi che ha caratterizzato l'economia nel 2009 - commentano direttore e presidente - con la pesante restrizione del credito posta in atto dalle banche dei grandi gruppi». «Noi siamo avvantaggiati per un verso dalla consistente dotazione patrimoniale che caratterizza la banca - spiegano ancora - e per altro dalla vera conoscenza delle varie realtà che ci deriva dal concreto radicamento sul territorio e porta a criteri di selezione nell'erogazione del credito che accanto ai numeri vedono prevalere la valutazione delle persone».  L'utile netto d'esercizio è pari a 13,075 milioni. Il patrimonio, dopo gli accantonamenti relativi alla distribuzione dell'utile dell'esercizio 2009, ammonterà a 238 milioni.  E infine Regini e Bosio hanno concluso: «La banca locale vera non drena la ricchezza prodotta dal territorio per speculazioni in finanza o per investimenti fuori dalla zona che ha prodotto le risorse, ma rafforza le possibilità di nuova crescita».

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