Il Tirreno

Empoli

Chiude l'ultima bottega l'addio di Adriana e Mario dopo 35 anni di attività

Qui sopra Adriana Antonini e Mario Cantini nella foto in alto il loro negozio di alimentari
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Qui sopra Adriana Antonini e Mario Cantini nella foto in alto il loro negozio di alimentari

Da dietro al banco hanno visto cambiare Lazzeretto vent'anni fa un trasloco forzato: «Ci aiutò tutto il paese»

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 CERRETO GUIDI. Per la prima volta dopo 35 anni, i lazzerettani hanno trovato chiuso l'alimentari Margherita di Adriana Antonini nel centro della frazione. Non si è trattato certo di una chiusura inattesa per lo storico negozio affiliato a Conad. «L'avevamo sempre detto - spiega la titolare, coadiuvata dal marito Mario Cantini - non volevamo farci trovare anziani dietro al banco. Lasciamo per raggiunti limiti d'età».  Il negozio Margherita era stato aperto il 23 dicembre 1974, al posto dell'allora forno e alimentari di Rolando Brogi. «Nel 1978 - ricordano Adriana e Mario - divenimmo Margherita, uno dei primi nella zona, come dimostra il nostro codice presso Conad». Dietro al banco hanno visto cambiare il paese e la società, dalla spesa fatta dalle casalinghe con la sporta di paglia alle donne in carriera che hanno tempo per acquisti veloci soltanto il sabato mattina. Per i titolari, un addio condito da bei ricordi e dalle tante manifestazioni d'affetto dei compaesani.  In questi giorni, sia da una parte del banco che dall'altra, c'è stata grande commozione. Tanti i ricordi rispolverati dai clienti, dalla coda per i panini freschi comprati la mattina presto prima di partire per le gite scolastiche ai biglietti dell' autobus acquistati all'ultimo minuto. Nella loro mente tuttavia è ancora viva la visione e la grande paura provata il 29 dicembre 1980. «Erano le 9 di mattina - ricordano- quando sentimmo un boato, tutto iniziò a tremare per istanti lunghissimi ed il negozio venne invaso dalla polvere». Nel palazzo di fianco era esplosa una bombola del gas, una tragedia che scosse il paese in pieno periodo natalizio. I locali divennero inagibili e soltanto grazie alla collaborazione di gran parte del paese fu possibile un trasloco lampo dall' altro lato della strada. «Sull'altro lato di via 2 Settembre c'era allora il laboratorio del falegname Carlo Cappelli detto Puntura, - raccontano Adriana e Mario- in pochi giorni lui chiuse e noi subentrammo in quei locali. Ad aiutarci nel trasloco c'erano tantissimi lazzerettani, in pratica tutto il paese, un ricordo che ancora ci emoziona».

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