Sicurezza
Centinaia di imprese nel mirino
Francesco Turchi
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A destra la sede dell’Agenzia delle Entrate in via XI Febbraio a EmpoliIn arrivo le lettere di accertamento del fisco. Gli ispettori nelle aziende
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EMPOLI. Sono centinaia le lettere di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che saranno recapitate nei prossimi giorni alle imprese e ai lavoratori autonomi di tutto il circondario, per le presunte incongruenze rispetto a 13mila studi di settore del triennio 2006-2008. Contemporaneamente prosegue l'attività di verifica diretta, con gli ispettori dell'Agenzia che si presentano nelle aziende. Le incoerenze segnalate attraverso le lettere possono essere relative alla gestione del magazzino o ai beni strumentali; oppure possono riguardare le anomalie tra le rimanenze finali per esempio del 2007 e le esistenze iniziali del 2008. Nel mirino anche le incongruenze relative all'incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi: questo aspetto peraltro viene tenuto particolarmente d'occhio dall'Agenzia delle Entrate, perché è in odore... di evasione fiscale. Uno degli obiettivi della comunicazione che sta per essere recapitata a molti titolari di imprese del circondario, è l'invito a valutare attentamente la situazione evidenziata, anche in vista della presentazione del prossimo modello di dichiarazione relativo al 2009, allo scopo di scoraggiare la reiterazione di eventuali comportamenti non corretti. Nella comunicazione viene anche precisato che qualora le anomalie evidenziate fossero riscontrate anche nella dichiarazione relativa al periodo d'imposta 2009, la posizione del contribuente sarà inserita in apposite liste utilizzate per i controlli fiscali. Insomma, se il comportamento permane "anomalo" il contribuente finisce in una sorta di "libro nero", esaminato ancora più attentamente dal Fisco. Ma cosa devono fare coloro che ricevono la lettera dell'Agenzia delle Entrate? A seconda del tipo di anomalia segnalata in merito agli studi di settore, possono utilizzare un software scaricabile dal sito internet www.agenziaentrate.it e giustificare i dati finiti nel mirino. Se la spiegazione, corredati da documenti, è plausibile o magari c'è stato semplicemente un errore formale, viene studiato un percorso per correggere la posizione del contribuente; altrimenti, se la ricostruzione vacilla, il cittadino finito sotto la lente d'ingrandimento del Fisco viene convocato direttamente negli uffici per il "contraddittorio". Il contribuente in questo caso è tenuto a fornire ogni elemento utile ad avvalorare le sue ragioni: problemi nella gestione dell'attività, ubicazione particolare dell'impresa, concorrenza con attività analoghe in una zona ad alta vocazione commerciale. Al termine del colloquio l'Agenzia decide se far scattare o meno le sanzioni, peraltro molto salate (si va dal 120% al 240%). Tuttavia questo non è l'unico metodo utilizzato dal Fisco per spulciare nelle tasche delle aziende e dei lavoratori autonomi e capire se le loro dichiarazioni sono reali. Vari nuclei di ispettori dell'Agenzia sta infatti setacciando in queste settimane il circondario, per quelli che vengono definiti "accessi": gli ispettori si presentano all'impresa e effettuano una serie di verifiche sui documenti contabili e non solo. Controllano per esempio se le attrezzature corrispondono a quanto riportato negli studi di settore o se le caratteristiche, anche logistiche, dell'attività sono quelle dichiarate: e se il contribuente ostacola la verifica, gli ispettori possono chiedere aiuto alla guardia di finanza.
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