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Empoli

Bilancio, no alle esternalizzazioni

Gaccione dei Comunisti italiani
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Gaccione dei Comunisti italiani

Il gruppo consiliare Rifondazione Comunisti italiani lancia le sue proposte per il bilancio. «I tagli ai trasferimenti e gli obiettivi imposti ai Comuni rischiano di essere troppo alti e di mettere in discussione la capacità di fare investimenti e di assicurare servizi alla persona e alla comunità

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EMPOLI. Il gruppo consiliare Rifondazione Comunisti italiani lancia le sue proposte per il bilancio. «I tagli ai trasferimenti e gli obiettivi imposti ai Comuni rischiano di essere troppo alti e di mettere in discussione la capacità di fare investimenti e di assicurare servizi alla persona e alla comunità - spiegano - c'è un problema vero di risorse senza le quali sarà impossibile garantire investimenti e servizi. Quanto contenuto nella legge finanziaria 2010 non risponde alle esigenze dei Comuni. Siamo convinti che in una situazione del genere le amministrazioni locali devono svolgere un ruolo di argine e di capacità propositiva che permettano alle persone di superare questa crisi uscendone con maggiori garanzie e più solidi diritti nel lavoro». Nel merito, per quanto riguarda il bilancio del Comune di Empoli, due sono i punti principali sui cui il gruppo focalizza la loro proposta: «mantenere invariate le tariffe dei servizi alla persona (a cominciare da quelle degli asili nido), non andando oltre il mero adeguamento all'inflazione, almeno per i livelli più bassi di retribuzione e prevedere misure di riduzione per le categorie più colpite dalla crisi». «Un ritrovato protagonismo gestionale del Comune - è quello che auspica il gruppo - che faccia da stimolo a tutta l'area per invertire la tendenza alle esternalizzazioni dei servizi e costituzione, al fianco della prosecuzione dell'impegno per la stabilizzazione dei precari, di una società consortile multiservizi intercomunale per la reinternalizzazione di tutti i servizi ad oggi gestiti da cooperative ed associazioni con situazione di precarietà diffusa. A nostro giudizio lo sviluppo economico e sociale può ripartire solo in presenza di cittadine e cittadini che possano avere una prospettiva di lavoro dignitoso: con diritti certi e salario che non sia al limite della "indigenza"». Infatti non comprendiamo «come si possa ancora sopportare che servizi fondamentali, quali la vigilanza nelle scuole, il servizio mensa, come molti altri, che coinvolgono varie centinaia di lavoratrici e lavoratori in tutto il territorio Empolese Valdelsa, vengano garantiti, da lavoratrici e lavoratori, con stipendi (mediamente di 6 euro l'ora a fronte di un costo del servizio di 20) - spiegano ancora - la riorganizzazione di questi servizi darà maggior capacità di intervento alle amministrazioni, con servizi più qualificati, senza aggravio di costi, per una maggior soddisfazione dei cittadini che usufruiscono dei servizi stessi».

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