Sicurezza
Camion per i piccoli di Gomel
Marco Fani
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A destra Eleonora Gallerini della Pubblica assistenza di EmpoliCentodieci bambini dell'ex Unione Sovietica riceveranno nelle prossime settimane vestiario, alimenti, ma anche materiale diagnostico per il controllo del diabete. La Pubblica Assistenza di Empoli scalda i motori in vista della trasferta in Bielorussia, rinnovando così il progetto Valery, fiore all'occhiello dell'associazione da quindici anni
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EMPOLI. Centodieci bambini dell'ex Unione Sovietica riceveranno nelle prossime settimane vestiario, alimenti, ma anche materiale diagnostico per il controllo del diabete. La Pubblica Assistenza di Empoli scalda i motori in vista della trasferta in Bielorussia, rinnovando così il progetto Valery, fiore all'occhiello dell'associazione da quindici anni. Un camion è stato caricato all'interno del centro Coop di Santa Maria con oltre 1300 scatoloni. E' iniziato così un lungo viaggio verso Gomel e ci vorrà oltre un mese per raggiungere la destinazione e sbrigare tutte le complesse pratiche doganali richieste. Nei primi giorni di maggio, poi, un gruppo di una ventina di volontari della Pubblica Assistenza raggiungerà Gomel e garantirà la corretta distribuzione degli aiuti ai bambini e ragazzi interessati dall'iniziativa. «Nel progetto Valery sono coinvolti 110 persone - racconta Eleonora Gallerini, presidente della Pubblica Assistenza di Empoli - si tratta di bambini e ragazzi che gravitano tra il centro Madre Teresa di Calcutta di Gomel, ma anche famiglie e scuole locali. Il progetto Valery vede il contributo di circa un migliaio di residenti del circondario Empolese Valdelsa. In molti casi si tratta di famiglie, ma c'è anche una forte partecipazione di studenti delle scuole superiori di Empoli, delle istituzioni e delle attività ricreative e circoli del territorio». Si tratta di adozioni a distanza. «Il contributo annuale della donazione è pari a 200 euro - continua Gallerini - e viene utilizzato per l'acquisto di materiali per la cura del diabete, che purtroppo è ancora una delle cause di morte per tanti ragazzi bielorussi». Si tratta di strisce per il controllo della glicemia ma anche di apparecchi per la diagnosi.
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