Attenzione
soldi solo a coniuge e figli
Anziani, rette rivoluzionate
Francesco Turchi
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La casa di riposo di via delle Chiassatelle a EmpoliScatta la rivoluzione delle rette della casa di riposo. Il nuovo sistema funziona così: se l'anziano da solo non è in grado di coprire l'intero importo, sono chiamati a intervenire i parenti di primo grado (coniuge o figli). In caso di impossibilità interviene il Comune. Dunque i consumatori hanno vinto la loro battaglia
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EMPOLI. Scatta la rivoluzione delle rette della casa di riposo. Il nuovo sistema funziona così: se l'anziano da solo non è in grado di coprire l'intero importo, sono chiamati a intervenire i parenti di primo grado (coniuge o figli). In caso di impossibilità interviene il Comune. Dunque i consumatori hanno vinto la loro battaglia: i familiari oltre il primo grado non devono sborsare soldi. E i Comuni ne prendono atto.
Dopo che la legge regionale ha regolato un settore che era divenuto una vera e propria giungla, la Società della salute ha stabilito le modalità di compartecipazione al costo delle prestazioni da parte dell'utente per i servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali, per uniformare la situazione in tutto il circondario (le legge prevede che la retta venga pagata per il 50% dal Sistema sanitario nazionale e per l'altro 50% dai Comuni, con l'eventuale supporto delle famiglie). Per i servizi domiciliari e semiresidenziali si considera la situazione economica del solo assistito. Diverso invece il discorso per quel che riguarda i servizi residenziali, dove la quota di compartecipazione è calcolata tenendo conto oltre che della situazione reddituale e patrimoniale del beneficiario anche di quella del coniuge e dei parenti in linea retta entro il primo grado. Ma attenzione: contrariamente a quanto avveniva prima, si calcola l'Isee estratto di ciascuno dei parenti (coniuge o figli) e non quello familiare. Questo criterio può generare anche delle situazioni anomale. Tanto per fare un esempio, se un anziano con una pensione minima è ospite di una casa di riposo del circondario e la figlia risulta nullatenente pur essendo magari coniugata con un ricco imprenditore, sarà il Comune a intervenire per il pagamento della retta. La Società della salute ha anche stabilito le soglie di esenzione dalla compartecipazione: per i servizi domiciliari e semiresidenziali sono esenti totalmente coloro che hanno una pensione Inps al di sotto di 7.445 euro; per quel che riguarda i servizi residenziali, non è prevista una soglia di esenzione totale per l'assistito, che viene preso in carico dal servizio, che gli lascerà la disponibilità di una quota per le sue spese personali non inferiori a un sesto dell'ammontare del trattamento minimo della pensione Inps. Per tutte le tipologie di prestazioni, è fissata inoltre una soglia di non esenzione, oltre la quale è dovuto il 100% del costo della prestazione. Tale soglia è pari a 23.826 euro per i servizi domiciliari e semiresidenziali e 39.909 euro per i servizi residenziali. Il Comune di Empoli ha già recepito le indicazioni contenute nella delibera della Sds: le nuove modalità di compartecipazione sono già eseguibili per i nuovi inserimenti nelle strutture residenziali; rinviata la decorrenza al 1º giugno per i soggetti che già usufruiscono di tali servizi. Lo stesso passaggio dovrà essere deliberato dagli altri Comuni.
Dopo che la legge regionale ha regolato un settore che era divenuto una vera e propria giungla, la Società della salute ha stabilito le modalità di compartecipazione al costo delle prestazioni da parte dell'utente per i servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali, per uniformare la situazione in tutto il circondario (le legge prevede che la retta venga pagata per il 50% dal Sistema sanitario nazionale e per l'altro 50% dai Comuni, con l'eventuale supporto delle famiglie). Per i servizi domiciliari e semiresidenziali si considera la situazione economica del solo assistito. Diverso invece il discorso per quel che riguarda i servizi residenziali, dove la quota di compartecipazione è calcolata tenendo conto oltre che della situazione reddituale e patrimoniale del beneficiario anche di quella del coniuge e dei parenti in linea retta entro il primo grado. Ma attenzione: contrariamente a quanto avveniva prima, si calcola l'Isee estratto di ciascuno dei parenti (coniuge o figli) e non quello familiare. Questo criterio può generare anche delle situazioni anomale. Tanto per fare un esempio, se un anziano con una pensione minima è ospite di una casa di riposo del circondario e la figlia risulta nullatenente pur essendo magari coniugata con un ricco imprenditore, sarà il Comune a intervenire per il pagamento della retta. La Società della salute ha anche stabilito le soglie di esenzione dalla compartecipazione: per i servizi domiciliari e semiresidenziali sono esenti totalmente coloro che hanno una pensione Inps al di sotto di 7.445 euro; per quel che riguarda i servizi residenziali, non è prevista una soglia di esenzione totale per l'assistito, che viene preso in carico dal servizio, che gli lascerà la disponibilità di una quota per le sue spese personali non inferiori a un sesto dell'ammontare del trattamento minimo della pensione Inps. Per tutte le tipologie di prestazioni, è fissata inoltre una soglia di non esenzione, oltre la quale è dovuto il 100% del costo della prestazione. Tale soglia è pari a 23.826 euro per i servizi domiciliari e semiresidenziali e 39.909 euro per i servizi residenziali. Il Comune di Empoli ha già recepito le indicazioni contenute nella delibera della Sds: le nuove modalità di compartecipazione sono già eseguibili per i nuovi inserimenti nelle strutture residenziali; rinviata la decorrenza al 1º giugno per i soggetti che già usufruiscono di tali servizi. Lo stesso passaggio dovrà essere deliberato dagli altri Comuni.
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