Il dolore
DENUNCE
La violenza esplode in famiglia
◗
Scena di violenza familiare e a sinistra Eleonora Gallerini del centro LilithAumentano i casi di violenza ai danni delle donne entro le mura domestiche: nella stragrande maggioranza italiane e benestanti. Violenze di natura fisica e psicologica. E gli attori negativi sono sempre più persone insospettabili. In pratica l'identikit del vicino di casa perfetto: mariti o conviventi con un lavoro sicuro e un buon tenore economico. Nel corso dell'ultimo anno le denunce di questo tipo sono aumentate di quasi il quaranta per cento
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Aumentano i casi di violenza ai danni delle donne entro le mura domestiche: nella stragrande maggioranza italiane e benestanti. Violenze di natura fisica e psicologica. E gli attori negativi sono sempre più persone insospettabili. In pratica l'identikit del vicino di casa perfetto: mariti o conviventi con un lavoro sicuro e un buon tenore economico. Nel corso dell'ultimo anno le denunce di questo tipo sono aumentate di quasi il quaranta per cento.
Sono state 97 le donne del Circondario che si sono rivolte al progetto Lilith di Empoli, messo in piedi dalla Pubblica Assistenza come risposta alle numerose richieste di aiuto da parte di donne che si erano rivolte all'associazione, dall'inizio del 2009 al mese scorso. Con un aumento di 37 casi (poco meno del 40%) rispetto al 2008.
«Le donne denunciano di più - spiega Eleonora Gallerini, responsabile del centro Lilith - e questo è sicuramente un dato importante. Abbiamo iniziato questo percorso nel 2004 e da allora sono cresciute le donne che ci hanno interpellato. Molti casi riguardano non solo contesti di difficoltà economica ma anche persone insospettabili».
Tra tutti i casi di violenza emerge che 38 hanno riguardato donne coniugate, 13 conviventi e 21 separate. Analizzando i dati relativi al lavoro, risulta che ad essere colpite sono soprattutto donne disoccupate, 58, 11 con occupazione part-time, 20 con un lavoro fisso e 5 pensionate. «Nella maggioranza dei casi - prosegue Gallerini - si tratta di donne che hanno figli a carico minorenni. E ciò è avvenuto per 70 donne». Il progetto Lilith ha instaurato anche un filo diretto con assistenti sociali e forze dell'ordine. «Tra tutte le richieste - continua - 29 sono arrivate direttamente in sede, mentre 22 casi sono stati segnalati da amici delle vittime. Tra tutti e 4 sono giunti delle forze dell'ordine».
Lo scopo dell'associazione è sostenere e accompagnare la donna durante il percorso di uscita dalla violenza e sensibilizzare la cittadinanza sul problema. «Mettiamo a disposizione una psicoterapeuta, una psicologa, due avvocati - puntualizza la responsabile del centro - in questo modo possiamo garantire un percorso terapeutico di sostegno personalizzato, una presa di contatto con gli assistenti e nel caso in cui la donna voglia procedere legalmente con una denuncia alle forze dell'ordine. Ma, ripeto, questo è facoltativo. Abbiamo una casa accoglienza che permette alle donne di poter vivere fuori dalla loro abitazione e cerchiamo, per quanto possibile, un reinserimento di chi ha subito violenze nel tessuto sociale e lavorativo».
Il progetto è attivo in sede e c'è grande flessibilità sugli orari. «Il progetto Lilith - conclude Gallerini - è operativo alla Pubblica Assistenza di Empoli in via XX Settembre 17, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19. Il telefono è 0571-725156. Ma psicoterapeuta, psicologa e volontari sono reperibili 24 ore su 24. Basta rivolgersi direttamente in sede o contattare l'associazione allo 0571 9806».
Sono state 97 le donne del Circondario che si sono rivolte al progetto Lilith di Empoli, messo in piedi dalla Pubblica Assistenza come risposta alle numerose richieste di aiuto da parte di donne che si erano rivolte all'associazione, dall'inizio del 2009 al mese scorso. Con un aumento di 37 casi (poco meno del 40%) rispetto al 2008.
«Le donne denunciano di più - spiega Eleonora Gallerini, responsabile del centro Lilith - e questo è sicuramente un dato importante. Abbiamo iniziato questo percorso nel 2004 e da allora sono cresciute le donne che ci hanno interpellato. Molti casi riguardano non solo contesti di difficoltà economica ma anche persone insospettabili».
Tra tutti i casi di violenza emerge che 38 hanno riguardato donne coniugate, 13 conviventi e 21 separate. Analizzando i dati relativi al lavoro, risulta che ad essere colpite sono soprattutto donne disoccupate, 58, 11 con occupazione part-time, 20 con un lavoro fisso e 5 pensionate. «Nella maggioranza dei casi - prosegue Gallerini - si tratta di donne che hanno figli a carico minorenni. E ciò è avvenuto per 70 donne». Il progetto Lilith ha instaurato anche un filo diretto con assistenti sociali e forze dell'ordine. «Tra tutte le richieste - continua - 29 sono arrivate direttamente in sede, mentre 22 casi sono stati segnalati da amici delle vittime. Tra tutti e 4 sono giunti delle forze dell'ordine».
Lo scopo dell'associazione è sostenere e accompagnare la donna durante il percorso di uscita dalla violenza e sensibilizzare la cittadinanza sul problema. «Mettiamo a disposizione una psicoterapeuta, una psicologa, due avvocati - puntualizza la responsabile del centro - in questo modo possiamo garantire un percorso terapeutico di sostegno personalizzato, una presa di contatto con gli assistenti e nel caso in cui la donna voglia procedere legalmente con una denuncia alle forze dell'ordine. Ma, ripeto, questo è facoltativo. Abbiamo una casa accoglienza che permette alle donne di poter vivere fuori dalla loro abitazione e cerchiamo, per quanto possibile, un reinserimento di chi ha subito violenze nel tessuto sociale e lavorativo».
Il progetto è attivo in sede e c'è grande flessibilità sugli orari. «Il progetto Lilith - conclude Gallerini - è operativo alla Pubblica Assistenza di Empoli in via XX Settembre 17, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19. Il telefono è 0571-725156. Ma psicoterapeuta, psicologa e volontari sono reperibili 24 ore su 24. Basta rivolgersi direttamente in sede o contattare l'associazione allo 0571 9806».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
