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Empoli

E’ un setter che segue la squadra ovunque

Bobo, carta segreta della Mazzanti

Marco Fani
Bobo, carta segreta della Mazzanti

l palazzetto dello sport di Ponte a Elsa si ammutolisce di colpo, quando coach Riccardo Paludi chiama lo schema Bobo e la Pallacanestro Empoli va a punti, scatenando la gioia dei tifosi. Bobo è il nome del cane del team manager della Mazzanti Carlo Chesi. Da anni segue le gesta della prima squadra dagli spalti

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CASTELFIORENTINO. Il palazzetto dello sport di Ponte a Elsa si ammutolisce di colpo, quando coach Riccardo Paludi chiama lo schema Bobo e la Pallacanestro Empoli va a punti, scatenando la gioia dei tifosi. Bobo è il nome del cane del team manager della Mazzanti Carlo Chesi. Da anni segue le gesta della prima squadra dagli spalti. Partecipa alle riunioni ed è l'idolo dei giovani cestisti locali.

Una storia da libro "Cuore". Un legame fortissimo tra cane e padrone, come quello raccontato nel film "Hachiko, il tuo miglior amico". Ma a differenza dell'epilogo drammatico della pellicola con protagonista Richard Gere, questa volta c'è il lieto fine. Tanto che Bobo, setter inglese bianconero di 11 anni, è diventato il pendolare di lusso tra Castelfiorentino (dove risiede con la famiglia Chesi) e il palazzetto di Ponte a Elsa. «Bobo - racconta il team manager Chesi - era il cane da caccia di mio suocero Roberto. Dopo la sua morte ha vissuto un momento di grande smarrimento. Era molto triste, non mangiava più e così ho deciso di adottarlo. Io non avevo mai avuto un animale, ma l'incontro con lui è stato un colpo di fulmine. Si è subito affezionato a me e in un modo così incredibile che siamo diventati inseparabili nella vita di tutti i giorni».

E da cinque anni Bobo è il portafortuna alle partite della Mazzanti. Con lui sugli spalti la squadra è stata promossa in serie B (l'anno scorso), mentre adesso è in lotta per i playoff. «È un cane buono - continua Chesi - lo porto alle gare della prima squadra e segue tutto lo svolgimento della partita dalla tribuna senza muoversi, anche quando io sono in panchina con il tecnico e i ragazzi. A fine gara, naturalmente, mi viene incontro e prosegue la sua gita negli spogliatoi. E lo stesso avviene anche durante gli allenamenti settimanali. Per non parlare, poi, del rapporto forte che si è creato con i ragazzi delle nostre formazioni giovanili». E visto questa grande amicizia che lega la Mazzanti a Bobo, tecnico e giocatori hanno deciso di dedicargli uno schema da rimessa. «Coach Paludi - conferma Chesi - ha deciso di chiamare Bobo uno schema da rimessa laterale. E questo mi ha fatto grande piacere. Ma c'è di più. Per esempio quando facciamo le riunioni tecniche con il presidente partecipa anche lui, ma in rigoroso silenzio. Tanto che qualcuno si è domandato se sappia abbaiare o meno». Se a Ponte a Elsa è un idolo, anche a Castelfiorentino è diventato una mascotte. «In casa è un familiare - continua Chesi - ho un bambino piccolo di sei mesi, Lapo, e Bobo è protettivo nei suoi confronti. A volte la notte viene a dormire nel nostro letto. E, ovviamente, quando andiamo in ferie lo portiamo sempre con noi, cercando una struttura che sia adatta anche alle sue esigenze».

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