Il Tirreno

Empoli

TRADIMENTI VIRTUALI

Vai sul web e rischi il divorzio

Marco Pagli
Messaggi d’amore su Facebook
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Messaggi d’amore su Facebook

Il web, si sa, è il regno delle opportunità, anche in fatto di relazioni amorose. Ma se questo è un bene per chi è single, lo stesso non si può dire per chi è già legato sentimentalmente. E così social network fa sempre più rima con divorzio. Insomma, Facebook può fare miracoli per chi è in cerca dell'amore, ma può creare anche seri problemi per chi un partner ce l'ha già

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EMPOLI. Il web, si sa, è il regno delle opportunità, anche in fatto di relazioni amorose. Ma se questo è un bene per chi è single, lo stesso non si può dire per chi è già legato sentimentalmente. E così social network fa sempre più rima con divorzio.

Insomma, Facebook può fare miracoli per chi è in cerca dell'amore, ma può creare anche seri problemi per chi un partner ce l'ha già. Problemi tali che a volte serve l'avvocato per risolverli, sia che questo conduca ad una riappacificazione, sia che porti ad una definitiva separazione. Ne sa qualcosa Rachele Olivari, legale empolese che si occupa di diritto di famiglia. «Pur non avendoli seguiti personalmente - spiega l'avvocato, che ha il proprio studio in via Verdi - conosco diversi casi di coppie, residenti in città, che sono dovute ricorrere all'avvocato e qualche volta anche al tribunale a causa di tradimenti scoperti su Facebook. Questo è sicuramente un fenomeno in espansione ed è diventato uno dei motivi principali che portano alla separazione, dopo le questioni legate ai soldi e ai figli».

Ma come si viene scoperti? «Ovviamente chi tradisce non sbandiera la cosa sulla bacheca - continua Rachele Olivari - e usa canali più privati, come la chat o la mail. I quali, però, nel caso di una coppia lo sono fino ad un certo punto: generalmente, infatti, uno dei coniugi non ha difficoltà a reperire la password dell'account del partner e ad entrare nel suo profilo, venendo a conoscenza di tutto. A quel punto non si scappa, anche perchè tutto ciò che si trova su Facebook può essere usato in tribunale come prova». E come va a finire? «A volte la coppia si separa - afferma - ma nella maggior parte dei casi i coniugi decidono di andare avanti, a patto però che venga cancellata quella particolare amicizia o addirittura che venga abbandonato il profilo».

È la fascia di età dai 30 ai 40 anni quella che ricorre con maggiore frequenza all'avvocato per questo motivo. Come una piattaforma virtuale sia potuta diventare un potenziale pericolo per l'unità di una coppia prova a spiegarcelo l'avvocato Valeria Vezzosi, studio in via Sanzio e anche lei esperta di diritto familiare. «Ho seguito personalmente una decina di casi di questo tipo negli ultimi anni - racconta - ma bisogna stare attenti a non semplificare troppo la questione: quasi sempre la relazione extraconiugale su Facebook non è che la punta dell'iceberg di tutti i problemi che ci sono in una coppia. Il tradimento virtuale non è una cosa che avviene automaticamente, è necessario che a monte ci sia una volontà da parte della persona».

Anche se è innegabile che la rete ha reso tutto più facile e veloce. «C'è una frase della scrittrice Stefania Bertola che riassume benissimo questa situazione: "con la globalizzazione i casini hanno più ampio raggio" - continua l'avvocato Vezzosi - e questo è verissimo. I social network permettono di instaurare rapporti prima impossibili. Rendono gli incontri tra le persone più semplici e danno un senso di riservatezza che spesso non c'è. Il web moltiplica le occasioni, ma è e rimane uno strumento. Il problema, insomma, non è della rete, ma dell'uso che se ne fa».

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