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Empoli

raccolta differenziata delle medicine

Una montagna di farmaci sprecati

Una montagna di farmaci sprecati

Nel 2009 Publiambiente ha raccolto 7.055 chilogrammi di farmaci scaduti negli undici comuni del circondario. Il dato, che è in costante aumento, è di quelli che fanno saltare dalla sedia. Ma le letture che se ne possono dare sono più di una

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EMPOLI. Nel 2009 Publiambiente ha raccolto 7.055 chilogrammi di farmaci scaduti negli undici comuni del circondario. Il dato, che è in costante aumento, è di quelli che fanno saltare dalla sedia. Ma le letture che se ne possono dare sono più di una. Da una parte, è vero, c'è da stare poco allegri per l'entità dello spreco. Dall'altra, però, il fatto che la cifra stia crescendo anno dopo anno è il segno di una maggiore coscienza civile dei cittadini.

Le sette tonnellate di medicinali scaduti raccolte l'anno scorso, infatti, possono essere considerate da due punti di vista. Il primo e più ovvio è quello dell'enormità del dato. Pur rimanendo uno dei territori più virtuosi in questo campo, i medicinali che gettiamo perchè ormai scaduti rimangono ugualmente tanti, troppi. La cifra fornita da Publiambiente, che gestisce la raccolta dei farmaci buttati negli oltre 150 bidoni speciali sparsi sul territorio, ci dice che acquistiamo molte più medicine di quelle che effettivamente. E la cosa non è archiviabile come un semplice eccesso di zelo da parte dei cittadini. Sì, perchè i farmaci sono classificati come rifiuti urbani pericolsi e come tali devono essere trattati. E infatti la normativa impone la termodistruzione degli stessi. I medicinali raccolti nella zona, quindi, vengono prima stoccati nel sito del Castelluccio e successivamente affidati ad una ditta specializzata che li porta ad un impianto di incenerimento, cioè un termovalorizzatore. Ma le considerazioni sull'eccessiva quantità di medicinali gettati non si fermano qua, visto che le sette tonnellate sono solo una parte di tutti i rifiuti prodotti. «Quelli che ritiriamo noi - spiega Linda Mori di Publiambiente - sono solo quelli buttati nei cassonetti speciali dai privati cittadini. Ci sono poi i farmaci che vengono gettati direttamente dalle strutture sanitarie, come ospedali e ambulatori medici, che sono raccolti da ditte private». Al totale di medicine scartate vanno poi aggiunte tutte quelle che non vengono differenziate, che cioè non vengono buttate nei cassonetti speciali, ma nei bidoni dei rifiuti indifferenziati. E a questo proposito arrivano le note positive: infatti, la quantità di farmaci differenziati sta crescendo e questo denota una maggiore coscienza da parte dei cittadini, che hanno imparato a dividere in maniera corretta i rifiuti speciali da quelli per così dire normali. In questo senso anche il porta a porta sembra aver giovato e non poco. «Se guardiamo ai dati disaggregati comune per comune - continua Mori - ci rendiamo conto che a Montespertoli, dove il nuovo sistema era in vigore l'anno scorso, ne sono stati buttati nei bidoni speciali circa il doppio (1.091 kg) rispetto a comuni con lo stesso numero di abitanti come Vinci (545 kg) e Montelupo (496 kg), che non avevano ancora il porta a porta. Questo sistema, quindi, sensibilizza ulteriormente la cittadinanza e questo è importante perchè la strada da fare è ancora molto lunga».

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