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PROSTITUZIONE

Scoperta casa squillo in pieno centro

Due prostitute di una casa squillo
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Due prostitute di una casa squillo

Da due mesi ormai i movimenti erano monitorati costantemente. I carabinieri della stazione di Castelfiorentino tenevano sotto occhio una casa in pieno centro dove sia di notte che di giorno c'era un continuo andirivieni di uomini, molti italiani e qualche straniero, cinesi in particolare

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CASTELFIORENTINO. Da due mesi ormai i movimenti erano monitorati costantemente. I carabinieri della stazione di Castelfiorentino tenevano sotto occhio una casa in pieno centro dove sia di notte che di giorno c'era un continuo andirivieni di uomini, molti italiani e qualche straniero, cinesi in particolare. L'altra notte i militari hanno fatto irruzione e si sono trovati davanti a quello che sospettavano: una vera e propria casa d'appuntamenti. Tre le persone che sono state denunciate alla procura della Repubblica, l'appartamento è stato posto sotto sequestro.
I carabinieri da giorni avevano messo sotto controllo l'abitazione dopo avere notato alcuni annunci su un giornale con l'offerta di massaggi. Dopo avere individuato l'appartamento hanno iniziato a seguirne i movimenti. Fino a quando hanno deciso di intervenire.
Durante l'irruzione i carabinieri hanno sorpreso in casa una prostituta cinese di quarantasei anni, clandestina, insieme a un cliente italiano che se ne stava andando proprio in quel momento. Ma chi gestiva gli appuntamenti e riceveva le telefonate degli uomini in cerca di "massaggi" era un'altra donna, sempre cinese, di ventiquattro anni, residente a Prato. L'appartamento, invece, è di proprietà di un italiano, originario della Lombardia, con precedenti specifici, che nei giorni antecedenti all'irruzione era stato visto più volte entrare e uscire dalla casa.
Per l'uomo e la "telefonista" è scattata una denuncia per sfruttamento della prostituzione. La prostituta, invece, è stata denunciata per violazione della legge Bossi-Fini, in quanto non aveva i documenti in regola per la permanenza in Italia.
L'appartamento, come detto, per ora è stato sequestrato ma il proprietario rischia grosso. Se infatti dovesse essere condannato o anche se soltanto accettasse di patteggiare la pena per il reato di sfruttamento della prostituzione, l'immobilie finirebbe sotto confisca. In questo caso verrebbe messo all'asta e il ricavato andrebbe a finanziare l'attività di prevenzione contro l'immigrazione clandestina.

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