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STALKING

Un amore che è finito in manette

Un amore che è finito in manette

Una relazione nata dalle giornate di lavoro molto spesso condivise nelle corsie di un ospedale fiorentino. Tutto piacevole e bello fino a quando lei decise di troncare un legame che non la soddisfaceva più. Poi la discesa in un piccolo inferno con l'ex partner che non si arrendeva all'idea di perderla, di sentirsi messo da una parte mentre lei riprogrammava la vita da sola

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CERTALDO. Una relazione nata dalle giornate di lavoro molto spesso condivise nelle corsie di un ospedale fiorentino. Tutto piacevole e bello fino a quando lei decise di troncare un legame che non la soddisfaceva più. Poi la discesa in un piccolo inferno con l'ex partner che non si arrendeva all'idea di perderla, di sentirsi messo da una parte mentre lei riprogrammava la vita da sola. Da qui, con meticolosa perseveranza, l'uomo ha iniziato a molestarla e minacciarla. In casa, per telefono e telefonino. Ovunque lei andasse. Ora è stato arrestato con l'accusa di stalking.
I due, stessa età, 55 anni, lei di Firenze e lui di Certaldo, lavorano a Careggi. Entrambi con famiglia, si erano frequentati fino a due anni fa. Fu poi la donna a decidere la fine della loro storia.
Ma la reazione del compagno fu forte. Cominciò a pedinarla e a minacciarla. Telefonate, insulti, sms sul telefonino rivolti anche al figlio di lei. E poi ancora graffi e botte alla sua automobile.
Non c'era luogo, secondo quanto ha raccontato poi agli investigatori, in cui lui non comparisse. Averlo sotto casa era diventato ormai, per la donna, un fatto normale. Di giorno o di notte, secondo quando non era al lavoro a Careggi. Dove tra l'altro, nel frattempo, continuava a lavorare anche lei.
Oltre un anno fa l'infermiera, stanca e impaurita, decise di presentare una denuncia alla polizia postale. Nei giorni scorsi è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per stalking emessa dal gip Anna Sacco nei confronti dell'infermiere.
Secondo le indagini, che sono state coordinate dal sostituto procuratore Luciana Singlitico, quando la donna lo ha lasciato, l'infermiere non si è rassegnato alla decisione e ha cominciato a perseguitarla, sia a lavoro che fuori.
La denuncia della vittima risale ad un anno fa, ma l'uomo non avrebbe mai interrotto le molestie. Anzi, sempre secondo quanto è stato accertato durante le indagini, avrebbe continuato a seguirla, minacciarla ed insultarla per telefono, rivolgendo offese anche al figlio. Incurante del fatto che la ex compagna si era presentata alla polizia postale di Firenze per raccontare dettagliatamente tutto quello che aveva subito per mesi.
Ora sono scattati gli arresti grazie al reato di stalking introdotto da poco che regola con più precisione e incisività situazioni in passato configurate invece, dal punto di vista penale, come minacce o molestie.
E che ora prevedono, da una parte, pene anche severe (nel caso di condanna chi molesta rischia una condanna da tre a cinque anni) e, prima che l'autorità giudiziaria parta, ammonimenti da parte del questore.
Con il divieto, per fare un esempio, di avvicinarsi sia alla persona che viene presa di mira e anche alle persone che ruotano intorno a lei (come i membri della famiglia oppure anche altre figure con le quali possono esistere legami forti).

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