Finanza
il pericolo
Gru a rischio, ultimatum scaduto
Marco Fani
◗
Il cantiere abbandonato a Ponte a ElsaSono passati i 20 giorni concessi al curatore fallimentare del cantiere abbandonato per smontare l'impianto: ora lo farà il Comune
2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Sono scaduti i venti giorni concessi dall'ordinanza comunale al curatore fallimentare Danilo Motta per la rimozione della gru pericolante all'interno del cantiere abbandonato in via Gobetti a Ponte a Elsa. Il Comune è pronto a chiudere la questione: provvederà lui direttamente a eliminare il pericolo.
Stiamo parlando dell'ormai tristemente famoso ecomostro di Ponte a Elsa. Nell'area in cui attualmente sorge un cantiere abbandonato, sarebbe dovuta nascere un'area commerciale e residenziale ultramoderna. Ma l'orologio della struttura si è fermato al 2002, anno in cui a causa del fallimento dell'impresa proprietaria e costruttrice, la Mg Costruzioni di Caserta, i lavori si sono interrotti improvvisamente, lasciando all'interno del cantiere centinaia e centinaia di metri cubi di cemento e laterizi alle intemperie.
Non solo: su quell'area insiste da allora una gru pericolosamente abbandonata a se stessa con un braccio penzoloni proprio sopra il piazzale adiacente e le abitazioni limitrofe. Una situazione che ha creato tanta preoccupazione tra i residenti, anche perché con il tempo le fondamenta della struttura sono state completamente invase dalle acque piovane, così come quelle su cui poggia la stessa gru.
Negli anni sono intervenuti più volte i vigili del fuoco (su richiesta del Comune, visto il quasi completo disinteresse del curatore fallimentare) che hanno cercato di monitorare attentamente la situazione. Ma l'ultimo sopralluogo ha accertato in maniera irrimediabile che «la gru - come si può leggere nell'ordinanza comunale che riporta fedelmente il testo del fax trasmesso dai vigili del fuoco al Comune dopo il sopralluogo nel cantiere - risulta attualmente abbandonata e in stato di grave deterioramento». Secondo quanto emerso, infatti, la struttura «è priva delle necessarie condizioni di sicurezza».
Recepita la situazione, il Comune si è mosso emanando un'ordinanza (la numero 29 del 22 gennaio 2010) in cui ha dato venti giorni di tempo al curatore fallimentare Danilo Motta per procedere alla rimozione della stessa. «La gru - spiegano dal Comune - rappresenta una minaccia per l'incolumità pubblica. Per questo abbiamo eseguito l'ordinanza e inviato una lettera raccomanda al tribunale di Caserta, con il curatore che dovrà ora provvedere allo smontaggio. Ovviamente i venti giorni decorrono dal momento in cui la raccomandata è arrivata a destinazione. Speriamo che si possa arrivare ad una rimozione anche in extremis, altrimenti siamo pronti a farlo in prima persona e poi a rivalerci in danno».
L'ordinanza, effettivamente, non dà adito ad alcun dubbio. «L'auspicio - concludono - dall'amministrazione comunale - è che non ci sia un ricorso al Tar, che allungherebbe ulteriormente i termini per poter arrivare allo smontaggio».
Stiamo parlando dell'ormai tristemente famoso ecomostro di Ponte a Elsa. Nell'area in cui attualmente sorge un cantiere abbandonato, sarebbe dovuta nascere un'area commerciale e residenziale ultramoderna. Ma l'orologio della struttura si è fermato al 2002, anno in cui a causa del fallimento dell'impresa proprietaria e costruttrice, la Mg Costruzioni di Caserta, i lavori si sono interrotti improvvisamente, lasciando all'interno del cantiere centinaia e centinaia di metri cubi di cemento e laterizi alle intemperie.
Non solo: su quell'area insiste da allora una gru pericolosamente abbandonata a se stessa con un braccio penzoloni proprio sopra il piazzale adiacente e le abitazioni limitrofe. Una situazione che ha creato tanta preoccupazione tra i residenti, anche perché con il tempo le fondamenta della struttura sono state completamente invase dalle acque piovane, così come quelle su cui poggia la stessa gru.
Negli anni sono intervenuti più volte i vigili del fuoco (su richiesta del Comune, visto il quasi completo disinteresse del curatore fallimentare) che hanno cercato di monitorare attentamente la situazione. Ma l'ultimo sopralluogo ha accertato in maniera irrimediabile che «la gru - come si può leggere nell'ordinanza comunale che riporta fedelmente il testo del fax trasmesso dai vigili del fuoco al Comune dopo il sopralluogo nel cantiere - risulta attualmente abbandonata e in stato di grave deterioramento». Secondo quanto emerso, infatti, la struttura «è priva delle necessarie condizioni di sicurezza».
Recepita la situazione, il Comune si è mosso emanando un'ordinanza (la numero 29 del 22 gennaio 2010) in cui ha dato venti giorni di tempo al curatore fallimentare Danilo Motta per procedere alla rimozione della stessa. «La gru - spiegano dal Comune - rappresenta una minaccia per l'incolumità pubblica. Per questo abbiamo eseguito l'ordinanza e inviato una lettera raccomanda al tribunale di Caserta, con il curatore che dovrà ora provvedere allo smontaggio. Ovviamente i venti giorni decorrono dal momento in cui la raccomandata è arrivata a destinazione. Speriamo che si possa arrivare ad una rimozione anche in extremis, altrimenti siamo pronti a farlo in prima persona e poi a rivalerci in danno».
L'ordinanza, effettivamente, non dà adito ad alcun dubbio. «L'auspicio - concludono - dall'amministrazione comunale - è che non ci sia un ricorso al Tar, che allungherebbe ulteriormente i termini per poter arrivare allo smontaggio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
